Sicurezza, Confimi Industria: contributo del 50% per le tecnologie predittive e un Premio Sicurezza con riduzione Inail

Sicurezza, Confimi Industria: contributo del 50% per le tecnologie predittive e un Premio Sicurezza con riduzione Inail

Roma – Un contributo a fondo perduto pari al 50% degli investimenti delle Pmi in tecnologie innovative e predittive per la sicurezza, e un “Premio sicurezza” per le imprese che migliorano concretamente il proprio andamento infortunistico. Sono le proposte di Renato Della Bella, vicepresidente di Confimi Industria con delega alla Salute e Sicurezza sul lavoro e presidente di Confimi Industria Edilizia, agli Stati Generali della Salute e Sicurezza sul lavoro alla Camera dei deputati. Entrambe sono state avanzate già nell’ambito degli interventi per la prossima Legge di Bilancio. «È un cambio di paradigma: utilizzare risorse pubbliche per impedire che l’evento accada, anziché intervenire soltanto sulle sue conseguenze», ha spiegato il vicepresidente confederale. Nel 2025 gli infortuni in occasione di lavoro restano sostanzialmente stabili, mentre cresce la componente in itinere. I casi mortali in occasione di lavoro diminuiscono del 4,1%, ed è fuori dall’azienda che avviene il 42% dei decessi denunciati (fonte Inail). Nel confronto standardizzato, l’Italia è sotto la media UE per gli infortuni non mortali e sostanzialmente in linea per quelli mortali (fonte Eurostat). “Questo non significa affatto che il problema sia risolto”, ha osservato Della Bella, “significa, piuttosto, che la domanda da porci oggi non può essere soltanto quante nuove regole aggiungere, ma quanto gli strumenti che abbiamo costruito riescano davvero a modificare i comportamenti e a ridurre il rischio”. Per Confimi Industria occorre distinguere tra adempimento e prevenzione, senza abbassare le tutele ma evitando di trasferire le energie delle imprese dalla prevenzione sostanziale alla produzione documentale: “Un documento correttamente compilato è necessario, ma non può impedire da solo una caduta dall’alto”. Anche la formazione deve accompagnare l’intera vita professionale del lavoratore e non ridursi a un attestato. Da qui la richiesta di passare dalla responsabilità alla corresponsabilità della sicurezza: “Corresponsabilità non significa distribuire la colpa dopo un infortunio; significa distribuire la cultura della prevenzione prima che l’infortunio avvenga”. Per questo: “Non abbiamo bisogno di meno sicurezza, ma che una quota sempre maggiore delle energie che oggi utilizziamo per dimostrare di essere in regola venga impiegata per essere, concretamente, più sicuri”, ha concluso Della Bella.