Milano – Una rete di filamenti che ricorda le linee di una metropolitana. Cellule del cervello durante lo sviluppo che evocano una foresta. Sono le immagini scientifiche realizzate da Laura Bonanomi (Erdmann Group) e Emanuele Capra (Kalebic Group) due giovani ricercatori dello Human Technopole, esposte fino al 27 settembre sugli schermi delle stazioni Duomo, San Babila, Centrale, Cadorna, Garibaldi e Porta Genova. Le due immagini sono tra le 30 selezionate delle oltre 140 candidature al concorso TALES – The Art of the Life Sciences, promosso da BION – Cluster lombardo scienze della vita con il contributo di Regione Lombardia e il supporto di Fondazione Cariplo. Aperto ai ricercatori tra i 18 e i 40 anni, il concorso mira a valorizzare il talento, l’innovazione e l’impatto delle discipline STEM e dare voce alla nuova generazione della ricerca. Il 25 settembre, in occasione della Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, è prevista la premiazione finale delle immagini vincitrici. Dietro le forme e i colori ci sono domande scientifiche: come osservare con maggiore precisione le strutture interne delle cellule? Come si forma la corteccia celebrale? Le immagini offrono uno sguardo sul lavoro quotidiano dei ricercatori e su un principio che guida la ricerca di Human Technopole: comprendere i meccanismi della vita è il punto di partenza per capire le malattie e contribuire a migliorare la salute delle persone. Esposte nei luoghi attraversati ogni giorno da cittadini e turisti, diventano un’occasione per avvicinarsi alla ricerca e scoprire ciò che normalmente è invisibile ad occhio nudo. Spiega Marino Zerial, direttore di Human Technopole. “Iniziative come TALES mostrano come la ricerca possa dialogare con la società attraverso il linguaggio universale delle immagini, raccontando la straordinaria complessità della vita e la sua bellezza. Siamo particolarmente orgogliosi che due giovani ricercatori di Human Technopole siano tra i protagonisti di questa mostra, perché valorizzare il talento delle nuove generazioni e avvicinare il pubblico alla ricerca è parte integrante della nostra missione di costruire conoscenza e innovazione al servizio della salute e del benessere delle persone. Portare queste immagini negli spazi quotidiani della città significa anche ricordare che la ricerca è un patrimonio collettivo: nasce nei laboratori, ma il suo impatto riguarda tutta la società e contribuisce a costruire il futuro delle nuove generazioni”.










