Electrolux: raggiunto l’accordo

Electrolux: raggiunto l’accordo

Roma – “Raggiunta, dopo quattro mesi di trattative, l’ipotesi di accordo per il rilancio dello stabilimento Electrolux di Susegana – lo scrive Rassegna Sindacale –  attraverso la definizione di un piano industriale che prevede un nuovo assetto produttivo – nuove linee e nuovi impianti tecnologici, nuove tecnologie produttive e digitali, una nuova organizzazione del lavoro – con investimenti in processo e prodotto per 130 milioni di euro. L’ipotesi di accordo definisce un nuovo regime di orario di lavoro di tre turni di sei ore su sei giorni, con 36 ore di lavoro retribuite 40, e il riconoscimento di 54 complessive ore di Par (32 ore a titolo di ex festività a cui si aggiungono ulteriori 22 ore di permessi), l’introduzione di una nuova cadenza di 94 pezzi/ora con un regime di tre pause di 10 minuti nel turno e il mantenimento del servizio mensa prima dell’inizio o a fine del turno di lavoro, un piano di riqualificazione professionale per i circa 120 operatori coinvolti nella gestione degli impianti, la costituzione di un organismo paritetico – “Cantiere” – con la partecipazione di esperti per la gestione della nuova organizzazione del lavoro. Con l’ipotesi di accordo è stato inoltre definito un piano di incentivi sia per l’accompagnamento alla pensione che per la riqualificazione professionale e il ricambio generazionale, con l’obiettivo di favorire un rinnovamento delle professionalità e delle competenze necessarie al nuovo assetto tecnologico. Martedì 2 luglio svolgeranno le assemblee dei lavoratori, per illustrare i contenuti dell’intesa, e il referendum. Per Michela Spera e Alberto Larghi della Fiom nazionale, “l’intesa raggiunta oggi in Electrolux dal coordinamento sindacale del gruppo rappresenta un risultato importante per i lavoratori di Susegana, per i lavoratori di tutto il gruppo e per i lavoratori del settore. Si sceglie la strada di rilanciare gli stabilimenti e la competitività attraverso investimenti sui prodotti e sui processi salvaguardando diritti, salario e occupazione”. “Ora – concludono – la parola spetta ai lavoratori a cui chiediamo di validare, con un voto favorevole, l’intesa raggiunta.”