Milano: arriva il nuovo regolamento del verde
Milano – Dal divieto di utilizzare coriandoli o palloncini in materiali non biodegradabili, come la plastica, a nuove e più severe sanzioni; dalla scelta di nuove specie più resistenti ai cambiamenti climatici a una maggior tutela degli alberi in fase di potatura, abbattimento e manutenzione, e regole più stringenti per tutelare il verde e i filari di alberi esistenti, ad esempio in aree di cantiere. E ancora: nuove regole per incrementare e tutelare la biodiversità e per progettare il nuovo verde di Milano, anche rispettando e valorizzando la risorsa idrica. Sono queste alcune delle modifiche e integrazioni al “Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato” che la Giunta di Palazzo Marino ha approvato nei giorni scorsi per il successivo passaggio in Consiglio Comunale e che oggi l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi presenta durante una commissione consiliare. “Da mesi lavoriamo intensamente per modificare e rendere più attuale questo regolamento, approvato nel 2017 e integrato nel 2021, confrontandoci con i Municipi, con i Garanti del Verde, con gli agronomi e con le Università, e dopo avere tenuto conto delle molte segnalazioni ricevute in questi anni, dell’esperienza maturata e aver valutato le criticità operative determinate dai cambiamenti climatici – commenta l’assessora Grandi -. Le modifiche che abbiamo approvato in Giunta e che presentiamo ai consiglieri in vista della discussione che arriverà poi nell’Aula del Consiglio comunale, sono modifiche importanti e necessarie, alla luce in particolare del cambiamento del clima, i cui effetti sono ben visibili anche nella nostra città, e delle nuove politiche ambientali europee: penso in particolare al Piano di Ripristino della Natura. Servono nuove regole per garantire una maggiore tutela del patrimonio verde cittadino, per progettare un’infrastruttura verde che sia sempre più resistente e resiliente, per tutelare la biodiversità e valorizzare i servizi ecosistemici che il verde è in grado di fornire alla città e a chi la abita”. Tra le nuove e più significative misure e integrazioni al testo ci sono, ad esempio, l’adozione definitiva all’interno del Regolamento – dopo la sperimentazione degli ultimi anni – delle aree a sfalcio ridotto oltre che dei prati fioriti, sui quali peraltro non potranno accedere animali per non comprometterne la corretta crescita e sviluppo; il divieto da parte di attività commerciali in prossimità di aree verdi, aiuole, parterre alberati di sversare sostanze che potrebbero danneggiare le radici di alberi, cespugli e siepi. Maggiore attenzione durante gli interventi di potatura: sarà necessario documentare con un’adeguata relazione il motivo dell’intervento, dichiarare l’assenza di nidi o tane di animali selvatici, documentare post intervento la corretta e conforme esecuzione della potatura. Per quanto riguarda gli abbattimenti, sia in aree private che pubbliche, con la sola eccezione per gli alberi in classe D (cioè a rischio di schianto), sarà necessario procedere nel periodo di riposo vegetativo e ricevere autorizzazione da parte degli Uffici del Comune di Milano, anche per l’abbattimento di alberi spontanei; per tutti gli alberi sia privati che pubblici sarà abolita la procedura semplificata che prevedeva per determinate categorie la presentazione di una relazione a firma del solo richiedente, mentre ora servirà sempre la firma di un dottore agronomo o forestale, perito agrario o agrotecnico o professionista equipollente. Inoltre, le compensazioni a seguito di abbattimento dovranno considerare non solo la specie rimossa, ma anche il suo valore ecosistemico, senza limitare la compensazione alle specie autoctone e preferendo interventi nella stessa area in cui l’albero è stato abbattuto. A tutela dei filari alberati presenti in città, sarà vietato collocare manufatti come dehors, impianti pubblicitari, chioschi, a distanze che potrebbero interferire o danneggiare le radici, il fusto o la chioma. In caso di nuovi lavori di riqualificazione di aree pubbliche, il Regolamento prevede che in tutti i nuovi interventi sia verificata la possibilità di creare nuove superfici depavimentate, verdi o drenanti. La scelta delle specie per le piantumazioni, sia in caso di nuove messe a dimora sia in caso di riqualificazioni di filari alberati esistenti, dovrà considerare la miglior resistenza ai cambiamenti climatici. Le sanzioni, infine, sono state adeguate alle diverse modifiche introdotte ed è stato precisato, per quanto riguarda gli abbattimenti, che la sanzione va applicata non all’intervento in una determinata area ma per ciascun albero coinvolto.












