La Nota
La cronaca dei morti sul lavoro non conosce tregua. Salvatore Calignano, operaioedile di 61 anni, giorni fa è caduto nel cantiere di Caivano dove,probabilmente, lavorava in nero: è stato abbandonato morente sul ciglio dellastrada. Come Satnam Singh, bracciante agricolo indiano di 31 anni, irregolare pagato circa 2 euro l’ora,che, vicino a Latina ha avuto un braccio tranciato da un macchinario agricolo.Il datore di lavoro, Antonello Lovato, invece di chiamare i soccorsi, ha caricato Satnam e il suo braccio amputato su un mezzo, lasciandoli vicino all’abitazione del lavoratore. Luana D’Orazio operaia di 22 anni è morta il 3 maggio 2021 a Montemurlo, in provincia di Prato, stritolata da un orditoio in un’azienda tessile.Nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023,cinque operai sono stati travolti e uccisi da un treno mentre si apprestavano a eseguire lavori di manutenzione sui binari in località Brandizzo nel torinese.Secondo l’Inail, nel 2025 ci sono stati 1.189 morti sul lavoro e 600mila denunce per infortunio. La risposta quale è stata? La rincorsa a chiedere qualche ispettore del lavoro in più. Se non fosse una tragedia, una guerra, la chiameremmo farsa. Cosa aspettano governi, ministri e sindacati a dichiarare una emergenza nazionale, per affrontare la quale occorrono strumenti e risorse eccezionali?
Da.Bo.












