Milano – La Musica in Italia genera un valore complessivo pari a 1,45 miliardi di euro. Secondo l’indagine realizzata per conto di DISMAMUSICA Confcommercio, questo valore è determinato sommando 435 milioni di euro provenienti da streaming e diritti, 413,5 milioni dall’acquisto di strumenti musicali, impianti audio e prodotti per deejay, 277 milioni dalla musica insegnata e 188,5 milioni dall’export. A questi si aggiungono 78,4 milioni generati dalla musica digitale e su supporto fisico, 32,5 milioni dalla musica stampata e 25,7 milioni dal noleggio di strumenti e impianti. Andando più nel dettaglio di questi numeri, lo streaming continua a crescere e raggiunge 340,6 milioni di euro (+9,6%), mentre i diritti valgono 94,3 milioni (+7,5%). Torna a rafforzarsi anche il supporto fisico, che arriva a 74,6 milioni (+21,7%), trainato soprattutto dal vinile, con ricavi per 48,6 milioni. Per quanto di maggiore interesse di DISMAMUSICA, il mercato dello strumento musicale, impianti audio e prodotti deejay vale 413,5 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (-0,9%). A guidare la scelta degli acquirenti sono soprattutto qualità (46,4%) e prezzo (45,5%). Il noleggio raggiunge invece 25,7 milioni (+4,3%), mentre la musica stampata cresce del 9,1% e vale 32,5 milioni: ormai il 53,8% degli acquisti di questi prodotti passa dall’online. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale è ancora circoscritto: il 21% delle imprese dichiara di impiegare strumenti di AI nelle attività aziendali, soprattutto per creare contenuti destinati a social media e siti web (64,6%) e per le traduzioni (58,5%). Tra i consumatori la quota di utilizzatori scende al 13,7%. Tra chi usa l’AI nella musica, il 64,6% la impiega per tradurre contenuti, il 53,1% per creare contenuti social e quasi la metà per comporre musica o valutare strumenti e accessori da acquistare. Proprio su quest’ultimo fronte emerge un primo segnale del potenziale impatto commerciale dell’AI: tra coloro che l’hanno utilizzata per orientarsi nella scelta di strumenti o accessori e hanno poi acquistato, il 41,6% dichiara di aver seguito le indicazioni ricevute dall’Intelligenza Artificiale. «I dati sul 2025 mostrano un mercato dello strumento musicale ancora vivace – commenta il Presidente Dismamusica Raffaele Volpe – ma ancora confinato entro dimensioni troppo ristrette. Questo deve stimolare anzitutto noi stessi, come Associazione e come imprenditori, ma anche le Istituzioni e tutti gli interlocutori qualificati ad intensificare gli sforzi per ampliare la diffusione della pratica musicale. Fare musica rappresenta un valore importante per la persona a livello di sviluppo psichico, fisico, relazionale e di conseguenza per la società. Occorre ampliare le opportunità di avvicinare le persone allo strumento musicale, incentivando la frequenza a corsi formativi e l’acquisto, ampliando l’offerta musicale all’interno della didattica, riducendo l’aliquota IVA sugli strumenti musicali che vanno considerati beni culturali meritevoli di sostegno».












