Milano – “Il report sulla mobilità 2025 pubblicato dal Comune di Milano dedica un intero capitolo alla ‘mobilità delle donne’, un’analisi specifica su come si spostino, a quali orari, con quali mezzi, e su quanto le loro scelte quotidiane siano condizionate da valutazioni di sicurezza personale che gli uomini semplicemente non devono fare. Il tutto arriva nel 2025, nelle precedenti edizioni non ve ne era traccia, il che certifica nero su bianco quanto l’amministrazione Sala abbia per anni negato un problema di sicurezza reale, ma che a noi sa molto di cambio di registro in ‘aria’ da campagna elettorale”. Lo ha detto il generale Carmelo Burgio, candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale, dopo aver esaminato il report mobilità 2025, presentato qualche giorno fa dal Comune di Milano.
“I milanesi e le milanesi si ricordano bene come per anni le denunce pubbliche sull’insicurezza a Milano venissero derubricate dallo stesso sindaco come allarmismi senza senso, trattando il tema come semplice ‘percezione’ – ha proseguito il candidato – E’ stato nel Capodanno 2025, dopo il grave episodio che ha visto giovani donne accerchiate e importunate e molestate in piazza Duomo, che Sala non ha potuto più nascondersi dietro alla favola della ‘sensazione’, ma sempre e comunque restando focalizzato sul singolo caso, mai allargando la lente di ingrandimento sul fenomeno”. È solo nel maggio 2026 “ che il sindaco ha respinto pubblicamente la ricostruzione che lo vuole per anni indifferente al problema, dichiarando, ‘nessuno ha mai parlato di percezione’, tanto che nel report 2025 relativo alla mobilità la questione della sicurezza femminile viene affrontata. Non è però un dettaglio – aggiunge i candidato – che questo cambio di tono arrivi a poco più di un anno dalle elezioni comunali del 2027, proprio mentre il centrosinistra milanese fa i conti con un calo di consenso concentrato sul tema sicurezza. Dopo anni di minimizzazioni, la conversione improvvisa del sindaco somiglia più a una manovra da campagna elettorale che a una reale assunzione di responsabilità”.
Poi Burgio ha concluso: “inutile poi nascondersi dietro il politicamente corretto, nel voler guardare questi dati rispetto alla necessità di maggiore sicurezza per le donne, in ottica di aggressioni durante gli spostamenti, senza considerare l’immigrazione come fattore. Nel programma nazionale del partito noi proponiamo la cittadinanza dopo 20 anni perché reputiamo sia il discrime per comprendere quanto una persona abbia recepito le norme e si sia integrato nel nostro Paese, e in che modo abbia educato i figli al rispetto della persona, in particolare le donne”.












