Quartiere Lulli-Porpora: CGIL Milano al fianco degli inquilini contro sgomberi forzati
Milano – CGIL Milano esprime piena solidarietà agli abitanti del quartiere ERP Lulli-Porpora (via Lulli 30, via Lulli 30bis, via Porpora 43 e via Porpora 47) e sostiene la mobilitazione del Comitato Inquilini insieme a SUNIA, SICET, Unione Inquilini e ASIA USB. La riqualificazione energetica del comparto, sostenuta dai fondi REPowerEU e da stanziamenti di Regione Lombardia e dell’impresa esecutrice, è un investimento atteso e necessario. CGIL Milano non si oppone alla riqualificazione, ma al metodo con cui ALER intende realizzarla: nell’incontro istituzionale del 24 giugno 2026 è stata prospettata l’ipotesi di sgomberi forzati per l’intero comparto, senza un piano di mobilità condiviso né un Protocollo d’Intesa con le rappresentanze sindacali degli inquilini. Il censimento autogestito del Comitato Inquilini, che copre 79 nuclei (oltre il 52% dei residenti), rileva che tra il 75% e il 78% dei nuclei vive in condizioni di grave vulnerabilità socio-sanitaria: anziani soli, persone con disabilità, minori, famiglie a basso reddito. Per queste persone un trasferimento coattivo, e ancor più un “doppio trasloco” a distanza di 2-3 anni, significherebbe spezzare reti di cura e prossimità essenziali: un rischio sanitario e sociale evitabile, non da gestire a posteriori. La proposta alternativa elaborata da abitanti e sindacati si basa sui dati reali di occupazione degli stabili: via Porpora 47, con oltre 70 alloggi sfitti su 107, verrebbe ristrutturata per prima e trasformata in stabile “volano” per l’accoglienza temporanea delle altre famiglie; via Lulli 30bis, in buone condizioni manutentive e con soli 7 alloggi vuoti su 39, richiederebbe solo interventi leggeri senza bisogno di svuotamento; via Porpora 43 e via Lulli 30, con 86 nuclei complessivi, troverebbero sistemazione a rotazione grazie alla disponibilità di Porpora 47 una volta riqualificato, ai 7 alloggi liberi di Lulli 30bis e agli alloggi disponibili nei civici contigui Lulli 28 e 32. Questo piano garantirebbe una mobilità interna al 100% nel comparto, senza dover sradicare nessuna famiglia dal proprio quartiere. CGIL Milano chiede ad ALER e Regione Lombardia il ritiro immediato di ogni ipotesi di sgombero forzato e l’apertura senza ulteriori ritardi di un tavolo di confronto con il Comitato Inquilini e le organizzazioni sindacali, finalizzato alla sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa vincolante sulla mobilità interna. Chiede inoltre una valutazione seria e trasparente della proposta di cantierizzazione a rotazione presentata dagli abitanti, e che la vulnerabilità socio-sanitaria della popolazione residente sia assunta come criterio prioritario nella definizione di qualunque piano di intervento.












