Europa: il Prosek si aggiudica il primo tempo

Bruxelles – La Commissione europea ha dato l’assenso alla pubblicazione in Gazzetta Ue della domanda di protezione della menzione tradizionale ‘Prosek’, presentata dalla Croazia: vorrebbe utilizzarla per quattro vini a denominazione d’origine protetta. La norma vuole che, a partire dalla pubblicazione della domanda, si hanno due mesi di tempo per opporsi. Si rischia di istituzionalizzare il ‘reato’ di Italian sounding: usare parole, immagini, marchi e riferimenti all’Italia per promuovere prodotti non Made in Italy. Stefano Patuanelli, ministro per l’Agricoltura, si è subito attivato per il contrattacco. “Il riconoscimento del Prosek – ha detto il ministro durante l’informativa al Senato – rappresenterebbe un pericoloso precedente. Il Prosecco rappresenta una tipicità italiana di maggior successo: è il primo comparto italiano del vino, e traina tutto il settore alimentare”. E affonda: “È evidente che nella mente del consumatore medio europeo il nome Prosek richiami quello del nostro Prosecco. Siamo fermamente convinti che non ci siano le condizioni giuridiche per questo riconoscimento, che tra l’altro violerebbe un principio sancito dalla stessa Corte di giustizia europea”. Patuanelli fa riferimento alla sentenza n. 154/2021 del 9 settembre, che stabilisce il “divieto all’uso di nomi o grafiche che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dalle norme UE”. Il prosecco italiano, infatti, gode delle denominazini DOC e DOCG, marchi giuridici attribuiti dalla stessa Ue al fine di tutelare prodotti di alta qualità.