Milano – “L’abolizione del Registro infortuni, strumento di analisi indispensabile per predisporre le misure preventive, è inaccettabile in un Paese in cui il numero di incidenti mortali e di malattie professionali denunciate hanno dimensioni preoccupanti. Per questo la Cgil ha fatto ricorso alla Commissione Europea contro il Decreto Legislativo n. 151/2015, attuativo del Jobs Act, che contiene tale previsione”. Questo l’annuncio dato ieri dal sindacato di corso d’Italia. “Abolire il Registro è inaccettabile se si considera la preoccupante situazione che vive il nostro Paese”, dichiara il responsabile Salute e Sicurezza sul lavoro della Cgil nazionale Sebastiano Calleri, che ricorda come “nel 2015 gli infortuni sono diminuiti (-24 mila unità), ma al contempo sono aumentate del 16,15% le denunce di infortunio mortale (+161 mila unità nei primi undici mesi dell’anno) e nello stesso periodo sono cresciute quelle riguardanti le malattie professionali (+2,63%). Il quadro descritto dall’Inail – conclude Calleri – rende evidente la necessità di aumentare l’attività di monitoraggio e mantenere il Registro infortuni”.












