Istituto Besta e l’IC “Ilaria Alpi” formano i ricercatori di domani con il progetto “STEM in English”
Milano – Valorizzare le competenze scientifiche, offrire concrete opportunità di crescita e dimostrare che la grande ricerca può parlare anche ai più giovani. Entra nel vivo del suo secondo anno il percorso triennale dedicato alle discipline STEM in English, nato dalla sinergia tra l’Istituto Comprensivo Statale “Ilaria Alpi” l’Istituto Neurologico Carlo Besta e il Politecnico di Milano.Un progetto d’eccellenza che, grazie ai risultati straordinari e al riscontro entusiasta degli studenti, si è affermato come un vero e proprio modello di riferimento a livello nazionale. Il progetto coinvolge quest’anno circa 45 alunni suddivisi tra le classi prime (20 studenti) e seconde medie (24 studenti). L’iniziativa si distingue per un approccio fortemente inclusivo e professionalizzante in cui ogni ragazzo avrà la possibilità di accedere direttamente agli strumenti di laboratorio, alla microscopia avanzata e alle piattaforme di ricerca. Già durante il primo anno di progetto gli studenti si sono distinti per le loro spiccate capacità di apprendimento, la vivace curiosità scientifica e l’entusiasmo con cui hanno partecipato alle attività, dimostrando una sorprendente predisposizione a confrontarsi con metodologie e strumenti propri della ricerca scientifica. Il calendario delle attività prenderà ufficialmente avvio mercoledì 4 novembre alle ore 12:30 presso la biblioteca scientifica dell’Istituto Besta, dove i ragazzi delle seconde medie saranno accolti dai vertici dell’Istituto, la Presidente Marta Marsilio e il Direttore Scientifico Giuseppe Lauria, per poi immergersi nel mondo della ricerca insieme a medici e ricercatori, guidati dalla Dott.ssa Stefania Marcuzzo, neurobiologa e group leader del BraiNs Lab. Sotto la guida del Dott. Daniele Cartelli e della Dott.ssa Raffaella Lombardi, i giovani studenti esploreranno la piattaforma di microscopia Vision Besta e il laboratorio di biopsia di cute: impareranno a processare i tessuti per isolare e coltivare i fibroblasti, acquisendo un’esperienza pratica diretta del percorso che conduce dal tessuto alla cellula. A partire dai mesi successivi, con incontri cadenzati una volta al mese (dalle 12:00 alle 15:-45), gli studenti affronteranno un percorso teorico-pratico d’eccellenza, con una breve introduzione teorica seguita da un’intensa attività sperimentale. Le classi prime impareranno le basi della biologia cellulare e della microbiologia presso i laboratori di via Amadeo, apprendendo le tecniche per coltivare cellule e batteri. Le classi seconde sperimenteranno alcune tappe avanzate delle neuroscienze: approfondiranno l’istologia dei tessuti neuronali con il Dott. Alessandro Cattalini e Dott.ssa Dalila Bianchieri; seguiranno una lezione di neurologia clinica con la neurologa Dott.ssa Silvia Bonanno osservando e coltivando i neuroni. Esploreranno la neuroimmunologia con la Dott.ssa Paola Cavalcante, imparando a coltivare i linfociti ed infine, e chiuderanno il percorso con l’estrazione del DNA insieme alla Dott.ssa Eleonora Canioni. “Entrare nel cuore di un istituto di ricerca come il Besta significa permettere ai giovani di toccare con mano il metodo scientifico, trasformando la curiosità e la meraviglia della scoperta in una concreta opportunità di crescita. Attraverso questo percorso sperimentale e inclusivo, vogliamo accendere in loro la passione per il sapere e iniziare a formare, oggi, i ricercatori di domani” -spiega il Prof. Giuseppe Lauria Pinter, Direttore Scientifico dell’Istituto Neurologico Carlo Besta. “Alla base di questo successo c’è la stretta collaborazione professionale e la profonda stima reciproca nate tra la Dirigente Scolastica dell’I.C.Ilaria Alpi, Prof.ssa Roberta Bellino, i docenti referenti STEM della scuola e l’incredibile squadra di ricercatori e medici dell’Istituto Besta, la cui passione ed entusiasmo hanno reso possibile la realizzazione di un programma così complesso e ambizioso” -afferma la Dott.ssa Stefania Marcuzzo, neurobiologa e group leader del BraiNs Lab. “Questo progetto conferma come la scienza vissuta sul campo sappia accendere la curiosità, superare le barriere d’apprendimento e stimolare le vocazioni scientifiche del futuro”.












