Ambiente e Lavoro, DataCenter: fenomeno da monitorare, mappature aggiornate e misurazioni efficaci
Rimini – “Chiediamo una mappatura nazionale della rete di gestione dei datacenter, l’aggiornamento o la revisione della direttiva Seveso 3 e un sistema di misurazione delle emissioni del sistema digitale”. La sintesi delle richieste dell’Associazione Ambiente e Lavoro in tema di data center è chiara e arriva al termine del convegno, ospitato nel corso del Festival Ecomondo che da anni si tiene a Rimini, dal titolo “Data Center e sostenibilità: governare la nuova infrastruttura digitale”. Una sala da tutto esaurito ha animato il vivace dibattito scaturito dagli interventi della conferenza a cui hanno contribuito Enad Germani, del Collettivo NINA, Giovanna Sissa, autrice del libro “Le emissioni segrete. L’impatto ambientale dell’universo digitale” e l’economista Roberto Romano, moderati da Domenico Marcucci.
L’occasione giusta per fare il punto della situazione, tracciando un quadro difficilmente contestabile: ad oggi il 4% delle emissioni globali di carbonio proviene proprio dal traffico digitale. Un’enormità, soprattutto se paragonata al 2% delle emissioni derivanti dal traffico aereo misurato sulla stessa scala, generata da elaborazioni virtuali che non dipendono solo dall’utilizzo dei relativamente recenti strumenti di intelligenza artificiale, ma dalle operazioni più comuni, come l’invio di messaggi, lo sfruttamento di sistemi domotici o la condivisione di files, dagli invii di lavoro, alla condivisione di foto tra amici fino ad arrivare all’elaborazione di cartelle cliniche. Una situazione quasi fuori controllo in Lombardia, dove attualmente sono 43 i Data Center in attesa della certificazione di stato di valutazione d’impatto, ma sono ben 296 le richieste di allacciamento. Un numero notevole, ben superiore alle sole 43 pervenute in Emilia Romagna, regione ospitante la tavola rotonda. Le conclusioni portano gli osservatori a rimanere alla finestra: se da un lato, infatti, l’impatto ambientale dell’elaborazione digitale è destinato ad aumentare, i data center, con le loro imponenti strutture, permettono all’opinione pubblica di misurarlo in metri quadri e capannoni. Lo portano in qualche modo alla luce, dandogli un’immagine reale e tangibile. Quel che è certo è che servono normative rapide, aggiornate e chiare in materia, utili a fare sì che le richieste di mercato non prevalgano sull’interesse e sulla salute collettivi.












