Sulla legge regionale data center, IDA (Italian Datacenter Association) è cautamente ottimista
Milano – IDA (Italian Datacenter Association), in merito alle modifiche alla legge regionale approvate dalla giunta di Regione Lombardia, accoglie con cauto ottimismo le modifiche alla normativa lombarda sui data center approvate dalla Giunta regionale. Come associazione di riferimento del settore, continuiamo a lavorare con la Regione in un percorso di confronto costruttivo e riteniamo che alcune delle modifiche introdotte possano rafforzare principi che gli operatori considerano già centrali nella progettazione e nella realizzazione delle infrastrutture. È importante, tuttavia, ricordare che molte delle esigenze richiamate nel dibattito erano già affrontabili nell’ambito degli strumenti normativi esistenti: non bisogna alimentare l’impressione che il settore abbia finora operato senza attenzione per il territorio. Siamo favorevoli a uno sviluppo sostenibile dei data center e condividiamo l’importanza di un uso responsabile del suolo e delle risorse idriche: l’80% delle superfici interessate dai progetti analizzati a livello nazionale riguarda aree già urbanizzate o dismesse, oggetto di riqualificazione e recupero, e sul fronte idrico i moderni sistemi di raffreddamento utilizzano circuiti chiusi, sistemi a secco e soluzioni ibride, riducendo il fabbisogno di acqua. La posta in gioco è rilevante: stimiamo un potenziale di 36,9 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali e di circa 26.000 occupati a tempo pieno tra il 2026 e il 2036. Si tratta di un’opportunità per la competitività del Paese, la creazione di competenze e lo sviluppo delle filiere locali, che richiede però condizioni adeguate perché i progetti possano tradursi in investimenti effettivi. Il nodo principale, oggi, resta la certezza normativa: la difficoltà maggiore per gli operatori è la mancanza di chiarezza e prevedibilità delle regole. Le imprese non chiedono meno controlli né deroghe alle tutele ambientali: chiedono di sapere con precisione quali requisiti rispettare, quali procedure seguire e quali tempi attendersi. Per questo il confronto con la Regione è importante, ma deve inserirsi in un percorso più ampio. È fondamentale che anche il Governo contribuisca a definire un quadro nazionale chiaro e coordinato, capace di offrire certezze agli investitori e alle amministrazioni locali, valorizzando al tempo stesso le specificità dei territori.












