Giovani e Delpini: la politica si occupi del lavoro

Il vicario generale, monsignor Mario Delpini, ha presieduto, nella basilica di Sant'Ambrogio, la Celebrazione eucaristica per la Professione religiosa dei Voti perpetui di tre nuove consacrate.

Milano – Vengo qui non con risposte o proposte, ma con domande che si rincorrono dentro di me. Non solo se ci sarà lavoro per i giovani, ma se ci saranno giovani per il lavoro, visto il calo demografico. E, ancora, quale lavoro? Che rapporto c’è tra la lavoro e vocazione personale? Dove sarà questo lavoro?”. L’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini ha aperto stamane a Seveso – con la preghiera e la sua riflessione – il Convegno della Vigilia della Giornata della Solidarietà “Ci sarà ancora lavoro per i giovani?”. “I cristiani sanno che senza il Signore, la casa non sta in piedi. Nel modo di organizzare, di pretendere, di lavorare, di gestire l’economia, che posto ha Dio? Oggi il riferimento a Dio sembra quasi bizzarro e su questo occorre riflettere. Il secondo principio è il titolo della Giornata: la solidarietà, il sentirci insieme, non immaginando che l’individualismo possa mai produrre dei risultati, magari anche solo dal punto egoistico. Soltanto insieme si può, infatti, progredire, organizzare una convivenza fraterna, un benessere condiviso”. Infine, le parole che chiamano in causa ciascuno, pronunciate non “come vescovo, ma come cittadino”: “Il primo articolo della Costituzione sancisce che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Questa è una responsabilità di tutti, ma soprattutto di chi ha il potere, del governo. Ci dobbiamo domandare se la politica in Italia, e se i politici che stanno chiedendo il nostro voto, operano per questo. Richiamo, quindi, questi tre aspetti: l’irrinunciabile riferimento a Dio, la condizione necessaria della solidarietà e il convergere della politica, delle forze sindacali e sociali, per attuare il principio costituzionale che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.