Firenze – Intervenendo al Festival delle Regioni, il Capo dello Stato ha parlato anche dell’Intelligenza Artificiale. “Il cambiamento oggi procede a ritmo sempre più veloce, sospinto dalla scienza e dalla tecnologia che incidono in ogni ambito delle nostre vite. (…) Molto si discute – e ne abbiamo anche questa mattina parlato fin qui – in particolare dell’intelligenza artificiale e delle sue diffuse e sempre crescenti applicazioni. Il fenomeno suscita attese, induce a ritenere possibili progressi eccezionali nei campi più diversi, ma alimenta al contempo preoccupazione che possa divenire strumento di dominio a disposizione di pochi e a scapito dei diritti e della dignità di molti. Vorrei ribadire, anche in questa occasione così importante, che sarebbe un errore nutrire timori o coltivare addirittura il rifiuto di strumenti che già sostengono e possono ulteriormente incrementare in misura significativa il benessere collettivo. Tuttavia occorre agire rapidamente e con efficacia perché non prevalgano usi impropri e incontrollati di questa straordinaria tecnologia. È essenziale predisporre e applicare una regolamentazione appropriata. L’Unione Europea – all’avanguardia, come avviene in diversi ambiti e come sarebbe saggio riconoscere – ha già posto in essere una disciplina tra le più avanzate in ambito internazionale – in grado di orientare lo sviluppo e, se necessario, limitare le applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale in modo da precluderne impegni contrastanti con l’interesse generale e con i diritti fondamentali. Il rischio, talvolta riconosciuto dalle stesse big tech, è che lo sviluppo dei modelli attraverso l’apprendimento automatico possa condurre a una perdita di controllo dei processi tecnologici. L’esigenza è quella di porre un freno a una competizione sempre più esasperata tra un numero limitato di soggetti, con esiti che, allo stato, la scienza non è in condizioni di prevedere. Se ci limitassimo a essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero risultare pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia. Già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi della potenzialità offerta dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte non soltanto a livello commerciale, fenomeno, quest’ultimo, ampiamente presente nella esperienza quotidiana”.












