Milano: curarsi è un diritto, non un privilegio
Milano – Sarà una serata davvero speciale, aperta alla cittadinanza, quella di lunedì 14 settembre alle ore 21 al Teatro della Cooperativa di Milano, in via Privata Hermada 8, sul tema “Curarsi è un diritto, non un privilegio”. Riportare al centro il diritto universale alla salute e sostenere la proposta di legge per il rafforzamento della sanità pubblica: è questo l’obiettivo del Comitato Promotore regionale, anche attraverso iniziative come questa, che vede la partecipazione di tante personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della giustizia. Come preannunciato nei giorni scorsi il programma si è ulteriormente arricchito: alle presenze già previste, quali Francesco Maisto, Mauro Clerici, Moni Ovadia, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Paolo Rossi e Gherardo Colombo, si sono aggiunte anche quelle di Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell’Oca. Interverranno inoltre, per il Comitato Promotore Regionale, Vera Addamo, Vittorio Agnoletto, Massimo Cortesi, Andrea Villa, Catello Tramparulo e Marco Caldiroli. La conduzione della serata sarà affidata all’attore Silvano Piccardi. L’iniziativa, a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, è promossa dal Comitato Promotore Regionale, che ricordiamo è composto da CGIL, ACLI, ARCI, Medicina Democratica, Auser, Federconsumatori, Libera contro le Mafie e basi UDU della Lombardia. “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale”, è questo il titolo della proposta di legge di iniziativa popolare che interviene su alcuni dei problemi che pesano ogni giorno sulle persone: liste d’attesa, carenza di personale, disuguaglianze nell’accesso alle cure, assistenza territoriale insufficiente e aumento della spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie. L’iniziativa è scaturita dalla urgenza di intervenire su pesanti criticità, quali, appunto, liste d’attesa inaccettabili, con visite procrastinate per mesi o addirittura anni, o quando le persone rinunciano a curarsi perché non possono permettersi di pagare e che sono circa un decimo della popolazione: per queste e altre condizioni il diritto alla salute smette di essere uguale per tutti e viene meno un cardine della nostra Costituzione, mentre la spesa sanitaria direttamente a carico delle famiglie ha superato i 41 miliardi di euro! Il testo, inoltre, propone, tra le altre misure, di portare progressivamente il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale ad almeno il 7,5% del PIL dal 2030, eliminare il tetto alla spesa per il personale, rafforzare i servizi territoriali e intervenire con particolare attenzione su non autosufficienza, salute mentale, consultori, prevenzione e tempi di attesa.












