Cantiere per il Terzo Valico bloccato: 300 operai in cassa integrazione
Genova – Seli Overseas, società del gruppo Webuild, ha comunicato 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per circa 300 lavoratori dei cantieri di Radimero, ad Arquata Scrivia, e Val Lemme, a Voltaggio, dove si realizza il tunnel appenninico del Terzo Valico. La comunicazione è stata resa nota il 13 ottobre da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Secondo i sindacati ciò rientra in un presunto contenzioso economico tra il contraente generale Cociv, guidato da Webuild, e la committente Rfi. La stampa riporta una richiesta di circa 3 miliardi di euro aggiuntivi per completare Terzo Valico e Nodo di Genova, ma la composizione della cifra non è pubblica. La vertenza riguarda diciotto opere affidate da Rfi a Webuild, tra cui Verona-Padova, Palermo-Catania e Circonvallazione di Trento. Il gruppo nega di aver chiesto extracosti: sollecita il pagamento di crediti per lavori certificati e distingue il fabbisogno di cassa di 2,1 miliardi dai 22 miliardi di riserve ancora da valutare. La già tormentata vicenda del Terzo Valico – il nuovo collegamento ferroviario che consentirà di potenziare i collegamenti merci tra la Liguria, il Nord Italia e l’Europa, e renderà più veloci i collegamenti passeggeri fra Genova, Torino e Milano – si complica ulteriormente con l’annuncio dei sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Alessandria del 13 ottobre 2026, secondo cui Seli Overseas, società del gruppo Webuild, avrebbe chiesto tredici settimane di cassa integrazione per circa trecento dipendenti che lavorano nei cantieri di Radimero, ad Arquata Scrivia, e di Val Lemme, a Voltaggio. Sono entrambi in provincia di Alessandria e lavorano alla realizzazione del tunnel appenninico del Terzo Valico. Le tre sigle sindacali riconducono questa decisione a “un presunto contenzioso economico tra il Cociv e la committenza Rfi”. La nota segnala altri due eventi che starebbero avvenendo nei due siti: il trasferimento di maestranze verso altri cantieri e le prime comunicazioni, “formali e informali”, di esuberi nelle imprese in subappalto. Mancano però informazioni sulla data d’inizio della cassa integrazione, sul calendario delle tredici settimane e l’eventuale rotazione del personale e quelle sul numero e nome delle aziende interessate agli esuberi. I cantieri per la costruzione del Terzo Valico coinvolgono circa 1.800 lavoratori, compresi quelli dell’indotto e i timori sindacali legati alla richiesta di maggiori risorse per il Terzo Valico sono stati resi pubblici dal 6 ottobre.












