Milano: Polizia locale sotto inchiesta, indagini e 5 arresti
Milano – A scoperchiare gli «affari sporchi» della «squadretta» di agenti infedeli della polizia locale di Milano è stata la regola (investigativa) aurea del follow the money. Perché quel pusher finito venti giorni fa davanti al giudice – scrive Il Corriere Della Sera – lamentava, di fatto auto-accusandosi, la «magica» scomparsa di 1.450 euro, incassati poco prima dell’arresto da una (finta) cliente, a fronte della vendita di mezzo chilo di hashish, droga invece poi altrettanto «magicamente» ricomparsa sulla sua auto. Una versione, la sua, che stonava con i verbali prodotti da chi gli aveva messo le manette ai polsi. Il suo arresto era stato convalidato. Nel frattempo, però, su indicazioni del pm Giovanni Tarzia, sono iniziate le indagini sprint degli stessi colleghi vigili, che insieme al lavoro difensivo del legale del 29enne marocchino, hanno portato ieri all’arresto della commissaria Ilenja Sabato, 43 anni, e dei suoi agenti: Denni Dileo, 27 anni, Mattia Rignanese, 28, Rosario Piscopo, 35, e il 54enne Vincenzo Compagnone. Sono accusati di arresto illegale, peculato e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale. C’è l’arresto (illegittimo) del 16 luglio. Ma ci sarebbe anche dell’altro, di sospetto, o comunque poco chiaro, nel lavoro della «squadretta» della Locale di Milano finita ieri in carcere. È il gip Elio Sparacino a segnalarlo nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i cinque. «Sono stati prodotti atti d’indagine relativi ad altri due arresti», fa presente, che «dimostrano come gli indagati siano soliti operare (…) arresti in assenza dei presupposti di legge, per poi falsificare gli atti presentati all’autorità giudiziaria».












