Data Center: negli Usa primi stop

Data Center: negli Usa primi stop

Parigi – Di fronte allo sviluppo sfrenato dell’intelligenza artificiale e ai conflitti d’uso che essa genera, sta prendendo forma un movimento per il momento ampiamente «decentralizzato e ideologicamente eterogeneo». Donald Trump vuole far pagare la bolletta dell’elettricità ai grandi gruppi del settore dell’IA, scrive Le Monde. Non si tratta ancora di una ribellione generalizzata, ma i focolai di rivolta si moltiplicano in tutto il Paese. I movimenti di opposizione ai data center acquistano ogni giorno maggiore slancio negli Stati Uniti, man mano che queste infrastrutture si sviluppano per alimentare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale (IA). Lo Stato di New York, a maggioranza democratica, è stato il primo a promulgare una moratoria, martedì 14 luglio, per limitarne la proliferazione. Il provvedimento blocca la costruzione dei data center più grandi, che consumano 50 megawatt (MW) o più di elettricità: si tratta di giganteschi magazzini che ospitano migliaia di server e consumano tanta elettricità quanto una città americana di 50.000 abitanti. Altri Stati o enti locali stanno valutando misure simili, spesso sotto la pressione dell’opinione pubblica locale. Secondo i dati del collettivo Data Center Watch, nel primo trimestre del 2026 sono stati bloccati o ritardati 75 grandi progetti, pari al totale dell’intero anno 2025, e in tutto il Paese sono state presentate 300 proposte di legge per regolamentare la materia.