Caso San Raffaele, report del Ministero trasmesso alla Procura di Milano

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Caso San Raffaele, report del Ministero trasmesso alla Procura di Milano

Milano – E’ arrivata in Procura a Milano la relazione del ministero della Salute sui disagi che si sono verificati tra il 5 e il 7 dicembre scorso nella unità di medicina ad alta complessità e nell’Admission room del San Raffaele dove stava prestando servizio personale infermieristico fornito dalla cooperativa Auxilium Care Scarl. Il documento – scrive l’agenzia Ansa – è finito sul tavolo del pm Paolo Filippini titolare di una indagine in cui Francesco Galli, l’ex amministratore unico dimessosi nell’immediatezza della vicenda: il manager risulta indagato per violazione della legge sugli appalti e subappalti, avendo firmato il contratto con la coop per reperire gli infermieri dato che si era verificata una improvvisa scopertura di organico. Il report dovrà essere valutato in vista delle prossime mosse del pubblico ministero che potrebbe chiedere l’archiviazione dell’inchiesta. Anche perchè, nonostante gli errori dovuti all’inesperienza degli operatori e la situazione allarmante che si è verificata in quei due giorni, è stato possibile tamponare l’emergenza evitando vittime. In cinque pagine i tecnici del Ministero, delegati all’ispezione effettuata il 28 e il 29 gennaio, hanno indicato le criticità emerse: prima fra tutte quella relativa alla “dotazione infermieristica” da mesi insufficiente, l’assenza da parte dell’ente di azioni pratiche preventive per rimediare alla carenza e la non adeguata formazione di coloro che in quei giorni di dicembre – c’era il ponte delle vacanze di sant’Ambrogio e Immacolata – coprivano i turni. A ciò si aggiunge il fatto che Galli non aveva condiviso con il direttore sanitario Roberts Mazzuconi la decisione di ricorrere a una cooperativa per un servizio così delicato. La relazione però ha indicato anche le misure da adottare per risolvere le varie questioni individuate. Si tratta di una serie di prescrizioni che dovrebbero portare a risolvere i problemi. Alla fine, è l’ipotesi più probabile, il caso si dovrebbe chiudere con una sanzione amministrativa e, sul fronte penale, con una richiesta di archiviazione.