Bracciante marocchino stroncato dal caldo
Milano – Attraversava il Po, ogni mattina, per raggiungere il campo e stare ore con la schiena chinata sotto il sole a raccogliere angurie per guadagnarsi da vivere. Lo accerterà con precisione – scrive la Repubblica – l’autopsia disposta per oggi, ma tutto fa pensare che il bracciante sia morto stroncato da un malore dovuto al troppo caldo. Si chiamava Tahar el Haddad. Marocchino di origini, 55 anni, da quasi venti in Italia, regolare e con radici sul territorio, era uno dei tanti manovali della terra che ogni stagione girano il territorio in cerca di un impiego per campare. Anche lunedì Tahar era al lavoro sui campi di Borgocarbonara, nel Mantovano. Secondo i carabinieri, era regolarmente assunto come lavoratore stagionale da un’azienda agricola della zona, la Fondo Gonzaga di Magnacavallo. In una giornata di lavoro, sotto il sole, con quasi 40 gradi, nel tardo pomeriggio di lunedì è crollato, sotto gli occhi dei colleghi di campo, molti dei quali connazionali, che hanno dato l’allarme.












