Sicurezza, il 10 giugno a Milano il convegno CGIL Lombardia e SILP CGIL Lombardia sul D.L. 23/2026
Il prossimo 10 giugno, alle ore 9.30, in via dell’Unione 5 a Milano, la CGIL Lombardia e il SILP CGIL Lombardia promuovono il convegno pubblico dal titolo “Quale sicurezza dopo il D.L. 23/2026?”. L’iniziativa vuole offrire una riflessione tecnica e approfondita sull’impatto del recente Decreto Sicurezza sul modo di intendere e praticare la sicurezza nel Paese, mettendo a confronto le scelte politiche del Governo con le reali esigenze dei territori e di chi ogni giorno garantisce legalità e presidio democratico in divisa. Al dibattito, moderato da giornalisti e aperto alla cittadinanza, parteciperanno autorevoli esperti del settore, tra cui l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, il senatore Alfredo Bazoli, il professor Roberto Cornelli dell’Università Statale di Milano, la sostituta procuratrice Giorgia Villa e l’avvocato Ettore Zanoni. I lavori saranno introdotti da Daniele Bena, segretario generale del SILP CGIL, e conclusi da Valentina Cappelletti, segretaria generale della CGIL Lombardia. La scelta di Milano come sede del confronto non è casuale. Il capoluogo lombardo soffre da anni una cronica carenza di organico: mancano all’appello circa 500 agenti della Polizia di Stato e l’età media del personale in servizio supera ormai i 50 anni. Una condizione che incide pesantemente sulla capacità operativa, sulla qualità del lavoro e sul benessere psicofisico delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa. A fronte di questa carenza di risorse umane e di investimenti nei servizi di prossimità, Milano registra circa 7.000 reati denunciati ogni 100mila abitanti, collocandosi ai vertici delle classifiche nazionali per volume complessivo di denunce, in particolare per reati predatori, furti e microcriminalità urbana. Questi numeri dimostrano che la domanda di sicurezza non può trovare risposta in una logica esclusivamente repressiva. Il D.L. 23/2026 conferma l’impostazione adottata dal Governo negli ultimi anni: inasprimento delle pene, introduzione di nuovi reati, sanzionamento delle manifestazioni pubbliche. Una linea fondata più sulla costruzione della paura e del nemico che su investimenti concreti, prevenzione, controllo del territorio e nuove modalità di intervento sociale. La CGIL Lombardia e il SILP CGIL Lombardia ribadiscono che la vera sicurezza si costruisce con politiche di inclusione sociale, potenziamento dei servizi territoriali, riqualificazione delle periferie, contrasto alle disuguaglianze e presenza qualificata dello Stato nei luoghi più fragili. È inaccettabile che siano spesso le forze di polizia ad approcciarsi per prime alle marginalità che la società produce, senza strumenti adeguati e senza una rete pubblica capace di intervenire prima che il disagio diventi emergenza. Sul versante delle forze dell’ordine, è necessario intervenire con contratti dignitosi, assunzioni straordinarie, tutele legali e sanitarie concrete per le lavoratrici e i lavoratori in divisa. Servono risorse vere, non norme manifesto difficilmente applicabili, che rischiano soltanto di ingolfare ulteriormente il sistema giudiziario. Per il personale in divisa che opera in Lombardia sono inoltre indispensabili serie politiche alloggiative e abitative, a fronte dei costi della casa ormai proibitivi in molte aree della regione. Il convegno del 10 giugno sarà dunque l’occasione per rimettere al centro un’idea di sicurezza democratica, fondata su prevenzione, diritti, inclusione sociale, investimenti nei servizi e miglioramento concreto delle condizioni di lavoro del personale in divisa.












