Export italiano: la sfida della competenza. IMIT: «Servono manager specializzati per superare l’occasionalità»
L’export italiano ha dimostrato una resilienza straordinaria raggiungendo quota 643 miliardi di euro, ma per fare il vero salto di qualità il Sistema Italia deve superare le criticità strutturali che frenano le piccole e medie imprese. È questo il messaggio emerso a Milano durante l’evento promosso da IMIT (Italian Managers for International Trade) in Confcommercio, dove è stata presentata un’indagine sulle barriere all’internazionalizzazione condotta su un portafoglio di oltre 400 aziende. Nonostante una crescita del 3,3% e un surplus commerciale superiore ai 50 miliardi, i dati mostrano un panorama ancora troppo frammentato: le aziende esportatrici abituali sono poco più di 80.000 e oltre la metà del valore complessivo è riconducibile a soli 2.000 grandi gruppi. Dallo studio IMIT emergono ostacoli che vanno oltre la complessa instabilità geopolitica attuale. Pesano la carenza di una cultura manageriale specifica, l’assenza di una strategia export strutturata e la difficoltà nel reperire risorse umane specializzate, sia interne che esterne. L’Italia sconta inoltre un’eccessiva concentrazione sui mercati europei e una debolezza cronica nell’esportazione di servizi, comparto in cui il nostro Paese occupa solo il quattordicesimo posto a livello globale. Per invertire la rotta, l’associazione guidata dal presidente Andrea Bonardi propone tre azioni sistemiche: la definizione di un Indice di maturità per l’internazionalizzazione, un Protocollo nazionale per le PMI e l’istituzione di un “Fondo per il salto dimensionale”, finalizzato a sostenere il co-investimento tra Stato e impresa per l’inserimento stabile di Export Transformation Manager per periodi di 24-36 mesi. Il valore determinante del fattore umano è stato confermato dalla seconda edizione del Premio “Manager Internazionale dell’Anno”. Tra i premiati del 2026 figurano Francesco Bossoni, Amministratore unico di Vendom Srl, per aver supportato la crescita della pmi Sala Srl attraverso la valorizzazione dell’export manager nei processi di vendita complessi, e Annalisa Surini, Sales & Export Consultant di MULTI, che ha guidato l’espansione della OTIM S.r.l. dai mercati locali a canali di vendita globali strutturati. Questi esempi virtuosi dimostrano come la managerializzazione e la formazione professionale, specialmente nel marketing digitale e nell’intelligenza artificiale, siano le vere leve per trasformare l’approccio occasionale all’export in una presenza solida e competitiva nel mondo. Come sottolineato da Bonardi, mettere a disposizione delle imprese il patrimonio di competenze dei professionisti del commercio estero è oggi la condizione necessaria per garantire il futuro del Made in Italy.












