A Milano un dibattito tra pubblico e privato su parità di genere e work-life balance promosso da Fondazione l’Albero della Vita nell’ambito del progetto europeo CHECK

A Milano un dibattito tra pubblico e privato su parità di genere e work-life balance promosso da Fondazione l’Albero della Vita nell’ambito del progetto europeo CHECK

“Verso un lavoro più equo” è il titolo dell’evento promosso da Fondazione l’Albero della Vita ETS nell’ambito del progetto europeo CHECK – Challenge Equality in Employment & Care – realizzato in collaborazione con i partner Percorsi di Secondo Welfare e Fondazione Sodalitas cofinanziato dall’Unione Europea – che si è tenuto oggi presso lo Smart City Lab di Milano. L’iniziativa nasce come spazio di dialogo e confronto tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali con l’obiettivo di promuovere la parità di genere nel mondo del lavoro e rafforzare politiche capaci di sostenere l’equilibrio tra vita professionale e privata. Ad aprire i lavori sono state Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita e Giulia Bonan, responsabile del progetto CHECK, insieme a Valentina Salis del Comune di Milano ed Eleonora De Stefanis di Percorsi di Secondo Welfare. Il cuore dell’incontro sono stati due momenti di confronto moderati da Chiara Agostini di Percorsi di Secondo Welfare. Il primo, dedicato alla Pubblica Amministrazione e ai sindacati, che ha visto la partecipazione di Roberto Daffonchio, Direttore Vicario Famiglia, Pari Opportunità, Volontariato e Terzo Settore della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità, Elena Lattuada, Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità di genere per il Comune di Milano, Felice Palamara, Vicepresidente Comitato Unico di Garanzia di ATS Milano, Barbara Peres, Consigliera di Parità Effettiva di Città Metropolitana di Milano ed Enrico Azzaro, Segretario Confederale UIL Lombardia. A seguire, il panel dedicato al mondo delle imprese, che ha visto sul palco Roberto Ciccarelli di DEA SRL, Maria Giulia Berretta di Uniesse Novachem SRL, Giovanna Montiglio di FEDABO SPA SB, Luisa Mao Responsabile delle Risorse Umane di Rete Cauto, Angela Mondellini, Segretaria CGIL Lombardia e Roberta Vaia, Segretaria di CISL Lombardia. L’evento rappresenta anche l’occasione per restituire gli esiti dei percorsi formativi realizzati nell’ambito del progetto CHECK in Italia, che hanno coinvolto manager e vertici aziendali di numerose piccole e medie imprese lombarde. Attraverso il progetto CHECK, la Fondazione l’Albero della Vita ha sensibilizzato 600 PMI sull’importanza della conciliazione vita-lavoro e ne ha accompagnate 35 in un percorso di trasformazione per migliorare le loro politiche interne di conciliazione vita-lavoro attraverso un approccio trasformativo di genere. CHECK a partire da febbraio 2024 ha inoltre coinvolto 900 lavoratori nei settori pubblico e privato che hanno partecipato a percorsi formativi sia online rivolto ai dipendenti, per sviluppare competenze di cura e gestione della vita quotidiana che in presenza, dedicato a dirigenti, imprenditori e responsabili HR, per rafforzare le politiche aziendali di conciliazione. Una sessione formativa è stata dedicata anche a dipendenti, manager HR e responsabili decisionali di 3 pubbliche amministrazioni lombarde coinvolte in CHECK in qualità di partner associate: Comune di Milano, ATS Lombardia e Regione Lombardia. Un’occasione preziosa per rafforzare le competenze utili alla progettazione di azioni per promuovere la partecipazione equilibrata di donne e uomini al mercato del lavoro e la parità di condizioni lavorative, nonché migliorare il benessere delle persone in generale, anche nella PA. L’obiettivo del progetto è anche lo scambio di buone pratiche a livello europeo con gli altri Paesi coinvolti, Spagna e Lituania sull’implementazione della Direttiva UE 2019/1158 attraverso sessioni informative, visite tra i Paesi per lo scambio di buone pratiche e incontri con esperti, e che avrà come risultato finale l’elaborazione di Linee guida e raccomandazioni da portare al Parlamento Europeo oltre che una campagna di comunicazione a livello europeo per contrastare gli stereotipi di genere legati alla divisione del lavoro di cura. “Da 30 anni, Fondazione l’Albero della Vita trasforma la collaborazione con aziende e istituzioni in impatto sociale concreto. Il nostro sguardo sulla marginalità va oltre la povertà materiale: abbraccia le carenze educative, culturali e relazionali, ma anche le disuguaglianze di genere e gli squilibri tra vita e lavoro che osserviamo ogni giorno. Siamo qui per sederci allo stesso tavolo con partner strategici e autorevoli. Insieme, vogliamo che parità e work-life balance smettano di essere slogan per diventare leve reali di inclusione, capaci di scardinare le barriere della marginalità e costruire un bene comune autentico” ha dichiarato Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita. “Nell’ambito del progetto CHECK le attività formative che Percorsi di Secondo Welfare ha realizzato per PMI e Pubbliche Amministrazioni non erano finalizzate alla sola sensibilizzazione, ma intendevano offrire strumenti concreti per incentivare l’innovazione organizzativa sulla parità di genere. Attraverso la redazione dei piani di azione, lato imprese, e con lo sviluppo delle raccomandazioni, lato PA, abbiamo voluto sostenere quel cambiamento culturale fondamentale per modificare i comportamenti quotidiani e creare ambienti di lavoro non solo più attenti alla parità, ma anche più sicuri e accoglienti per tutte le persone” ha sottolineato Chiara Agostini, ricercatrice senior di Percorsi di Secondo Welfare. “La parità di genere e la conciliazione vita-lavoro non sono obiettivi astratti: sono leve concrete di competitività e benessere organizzativo” dichiara Giorgio Germani, Consigliere Delegato di Fondazione Sodalitas. Momenti come questo favoriscono ciò che Fondazione Sodalitas promuove ormai da tempo: un confronto autentico tra imprese e altri stakeholder su pratiche replicabili e modelli sostenibili, perché crediamo che un lavoro più equo non sia solo possibile, ma necessario per costruire organizzazioni davvero inclusive. Il cambiamento parte dalle persone e dalle scelte quotidiane dei leader d’impresa che, lavorando in sinergia con i territori, possono generare valore per le comunità e per chi le abita”. Dal lavoro portato avanti con il progetto CHECK è emersa con forza la necessità di intervenire sui processi di selezione e crescita professionale, rendendoli più trasparenti e inclusivi, e di dotare le organizzazioni di strumenti strutturati di valutazione e ascolto dei dipendenti. Particolare attenzione è stata posta anche al tema delle politiche retributive, con l’introduzione di sistemi di monitoraggio del bilanciamento di genere e meccanismi di feedback più efficaci. Un ambito fondamentale riguarda il sostegno alla genitorialità e al lavoro di cura, attraverso una maggiore diffusione delle informazioni sui congedi, l’estensione di alcune misure – come il congedo di paternità – e l’implementazione di azioni mirate ad accompagnare il rientro al lavoro dopo la maternità. Accanto a questo, gli Action Plan delle aziende coinvolte evidenziano un forte investimento sul work-life balance, con proposte che includono maggiore flessibilità oraria, sperimentazioni di settimana lavorativa corta, ampliamento dello smartworking e un rafforzamento del welfare aziendale, sia in termini di servizi che di benefit. Non meno rilevante è il tema della formazione e della prevenzione, con l’introduzione di percorsi dedicati alla parità di genere, alla cultura organizzativa inclusiva e alla prevenzione delle molestie, supportati da strumenti di segnalazione e da figure responsabili del benessere aziendale. Infine, emerge una crescente attenzione al rapporto tra imprese e territorio, attraverso collaborazioni con enti locali, università e realtà sociali, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche e contribuire allo sviluppo di comunità più inclusive. L’incontro di oggi si configura quindi come un momento di sintesi e rilancio, in cui esperienze, proposte e impegni convergono verso un obiettivo comune: costruire un mercato del lavoro più equo, capace di valorizzare le differenze e rispondere in modo concreto alle esigenze delle persone e delle organizzazioni.