Primo Maggio a Milano: l’appello all’unità sindacale di Cgil, Cisl e Uil
Milano – Manifestazioni per il Primo Maggio in tutta Italia. Il corteo milanese per un lavoro “dignitoso” organizzato dalle tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, si è mosso nel centro città e si è concluso con il comizio dei segretari provinciali in piazza della Scala. Sul palco si sono alternati gli interventi di Luca Stanzione, segretario generale Cgil Milano, Giovanni Abimelech della Cisl Milano e Vincenzo Cesare della Uil Milano. In apertura, la crisi della storica libreria milanese Hoepli, “realtà unica in questo panorama, libreria indipendente – ha ricordato Nino Romeo, in rappresentanza dei lavoratori della Hoepli, libreria con 150 anni di storia -. Una serie di incapacità gestionali, scelte scellerate e un litigio famigliare ha portato l’azienda a una situazione di crisi che verterà con la chiusura – ha denunciato Romeo -. Siamo 78 dipendenti. Milano e’ cresciuta grazie ai manuali di Hoepli. Chiude un pezzo di anima della città”. Un appello all’unità delle sigle sindacali è arrivato dai segretari.” Faccio un appello a non dividerci tra sindacati, questo mi aspetto dal palco di Marghera” ha detto Giovanni Abimelech, in riferimento al comizio nazionale in provincia di Venezia, dove parleranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri. “Se siamo divisi siamo più deboli, noi vogliamo essere solo sindacati” ha evidenziato. Sulla situazione lavorativa milanese, le imprese “fanno orecchie da mercante – ha aggiunto -. Diciamo a Confcommercio e Assolombarda che devono fare i conti con noi perché i lavoratori stanno perdendo dignità” ha concluso. Luca Stanzione nel suo discorso si è focalizzato sulla crisi internazionale derivata dalla guerra in Iran e sulle conseguenze economiche: “Chiedo la liberazione immediata di tutti i compagni della Flotilla, arrestati ingiustamente in acque internazionali. Chi la sta pagando questa guerra? Noi, nella crisi energetica piu’ grave conosciuta dal nostro Paese dagli anni ’70. Il governo non interviene a difesa dei settori industriali. Al contrario c’e’ una categoria in Italia che trova sempre le destra al loro fianco, i balneari. Questo e’ il governo dei balneari, non delle lavoratrici e lavoratori”. Sulle crisi milanesi, Stanzione ha ricordato lo sciopero dei lavoratori di Borsa italiana: “Chiediamo di riaprire la trattativa, la società che la gestisce fa qui in Italia il 40 per cento degli utili ma la testa e’ francese. Questi sovranisti quando iniziano a governare con un’idea di Paese in testa?” ha concluso, facendo anche lui un appello all’unità.












