Confcommercio Milano Monza Brianza Lodi, il conflitto in Medio Oriente colpisce le imprese del terziario.
Milano – Il conflitto in Medio Oriente, area del Golfo, sta già penalizzando sensibilmente le attività del terziario di Milano, Monza Brianza, Lodi. Lo rileva l’indagine di Confcommercio MiLoMb con le risposte di oltre 500 imprese (512): il 75% (3 imprese su 4) subisce, a vario titolo, effetti negativi: nel turismo con il calo dei flussi (30,9%), nell’import di beni o materie prime (26,4%), nei servizi (22,4%), nell’export (7,6%). Il 93% delle imprese ritiene che la guerra in corso avrà un’influenza sull’attività nei prossimi 12 mesi (in misura rilevante per il 43%). Per il 2026 il 49% prevede una diminuzione di fatturato tra il 5 e il 15% e il 35% una contrazione superiore al 15%. L’84% delle imprese ha avuto un incremento dei costi operativi (per il 63% superiore al 5%). Il 64% delle attività ha una quota del fatturato che deriva dai mercati esteri. Il 21% degli operatori ha scambi commerciali diretti con i Paesi coinvolti nel conflitto. Per il 24% la catena di approvvigionamento dipende da rotte o fornitori che transitano nell’area del conflitto. Il 63% delle imprese sta subendo blocchi o rallentamenti nella consegna delle merci provenienti dall’Asia. La riduzione della domanda (42,7%) e l’aumento dei costi di trasporto e assicurativi (41,8%) sono gli effetti maggiormente riscontrati dalle imprese; fra le voci che incidono di più anche la volatilità dei prezzi delle materie prime (32,2%), la riduzione dei flussi turistici (25,4%) e i ritardi nelle consegne (12%) – risposta multipla. Il fattore energia incide per tutti sui costi totali dell’azienda, in misura articolata: tra il 5 e il 10% per il 38% degli operatori; fra il 10 e il 20% per il 24%; oltre il 20% per il 20% e meno del 5% per il 19%. Quanto sono cresciuti i tempi medi di consegna dei fornitori? Oltre 3 settimane per il 24%; da 1 a 3 settimane per il 22%; da 1 a 7 giorni per il 21%. Non sono aumentati per il 33%. Quali comportamenti/soluzioni stanno adottando le aziende per far fronte alle attuali difficoltà? Il 43% mette nel conto la riduzione dei margini di profitto. Il 37% rinvia gli investimenti; il 20% diversifica i fornitori e il 18% rivede i contratti di fornitura e approvvigionamento – risposta multipla. Quali interventi le imprese ritengono prioritari – da parte del Governo, delle Istituzioni – per poter meglio sostenere la loro attività in questo momento difficile? Per il 79% sono necessari interventi per ridurre il costo dell’energia; il 57% chiede interventi fiscali; il 18% un accesso più facilitato al credito – risposta multipla. “Il conflitto in Medio Oriente pesa sulle imprese del terziario dei nostri territori – afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza – dall’aumento dei costi, all’impatto sui flussi turistici, ai ritardi nelle consegne. Diminuiscono i profitti e si rinviano gli investimenti. Bisogna agire subito per ridurre la bolletta energetica: in questa prima metà di marzo, dalle elaborazioni della nostra Area energia, l’elettricità è aumentata del 22%, il gas del 38%, il gasolio del 18%. Rincari che già si vedono quando fai rifornimento e che si vedranno nelle bollette a partire da aprile”. I dati. Nel quarto trimestre del 2025 le esportazioni da Milano ed area metropolitana avevano superato il miliardo di euro (1.041.993.520) con una crescita del 31,6% sul corrispondente periodo 2024. A Monza Brianza i 233 milioni di euro (233.475.319) con un incremento del 23,4% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Crescita delle esportazioni anche per Lodi e provincia: + 27,8% con un valore di quasi 31 milioni di euro (30.986.748). Importazioni in crescita, nel quarto trimestre 2025 sul corrispondente periodo 2024, per Milano ed area metropolitana (+ 16,4% quasi 169 milioni di euro in valore) e Monza Brianza (+89,3% con oltre 9 milioni e 900 mila euro). Importazioni in calo a Lodi e provincia: – 19,5% con un valore vicino ai 3 milioni e 700mila euro. Per Milano ed area metropolitana i prodotti più esportati verso il Medio Oriente sono macchinari e apparecchiature (31,5%) e prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (16,8%). Quelli più importati dal Medio Oriente: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (26,9%); sostanze e prodotti chimici (26,5%). Per Monza Brianza macchinari e apparecchi n.c.a. (39,8%) e sostanze e prodotti chimici (16,7%) sono i prodotti più esportati verso il Medio Oriente. Quelli maggiormente importati dal Medio Oriente: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (38%); sostanze e prodotti chimici (25,7%). Per Lodi e provincia i prodotti più esportati verso il Medio Oriente sono sostanze e prodotti chimici (58,5%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (19,4%). Quelli di gran lunga più importati dal Medio Oriente sono metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (83,6%). Il peso del Medio Oriente sul totale delle esportazioni e importazioni: Per Milano ed area metropolitana 7% nelle esportazioni e 0,7% nell’import. Per Monza Brianza 5,9% nelle esportazioni e 0,3% nell’import. Per Lodi 1,6% nelle esportazioni e 0,3% nell’import.












