Bioetanolo, una risorsa strategica per l’Italia: servono politiche per rafforzare la filiera nazionale
Roma – “Il bioetanolo può rappresentare una leva strategica per l’Italia sotto il profilo energetico, industriale e ambientale. La capacità produttiva attualmente installata in Italia di bioetanolo sostenibile è pari a circa 150 mila tonnellate all’anno, il che dimostra come il bioetanolo non sia una prospettiva teorica, ma una realtà industriale già presente nel Paese e suscettibile di ulteriore sviluppo, se accompagnata da un quadro normativo coerente e da adeguate politiche di sostegno” – afferma Sandro Cobror, Direttore di AssoDistil. In una fase segnata da instabilità dei mercati, tensioni geopolitiche e necessità di accelerare la transizione verso fonti rinnovabili, rafforzare la produzione di biocarburanti sostenibili significa investire in sicurezza degli approvvigionamenti, innovazione e valorizzazione del potenziale produttivo nazionale. Il bioetanolo consente di coniugare sostenibilità, economia circolare e sviluppo industriale. In particolare, il bioetanolo avanzato, ovvero il bioetanolo ottenuto a partire da scarti, residui e sottoprodotti agroalimentari, come quello ottenuto dai residui della produzione del vino, può offrire un contributo di grande rilevanza coniugando sostenibilità, valorizzazione di residui dell’agricoltura e dell’agroindustria che altrimenti diventerebbero rifiuti da smaltire con relativi costi ambientali ed economici, mettendo a disposizione un prodotto di valore in chiave energetica. “Il bioetanolo merita oggi maggiore attenzione nel dibattito pubblico e nelle politiche industriali. Sostenere questa filiera significa non solo promuovere una fonte rinnovabile ed amica dell’ambiente, ma anche rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, incentivare gli investimenti, creare occupazione e valorizzare in modo efficiente le risorse generate dal comparto agroalimentare. Pertanto, qualsiasi ipotesi di revisione al ribasso dei mandati di miscelazione del bioetanolo deve essere respinta, a maggior ragione nell’attuale contesto geopolitico ed energetico, caratterizzato da forti incertezze e dalla persistente dipendenza dell’Italia da fonti energetiche estere” conclude il Direttore Cobror.












