Industria varesina: forte rimbalzo produttivo nel quarto trimestre, ma ordini deboli e previsioni caute
Varese – Nel quarto trimestre 2025, l’indagine congiunturale sull’industria varesina del Centro studi di Confindustria Varese segnala un netto recupero dei livelli produttivi rispetto al trimestre precedente, in larga parte riconducibile al fisiologico rimbalzo post-estivo e, per alcune filiere, a segnali di ripresa della domanda interna: il saldo complessivo delle risposte sulla produzione sale a +65,4 punti percentuali (era -39,5 p.p. nel III trimestre 2025). Gli ordinativi totali restano tuttavia in territorio negativo (-13,9 p.p.), così come gli ordinativi esteri (-11,4 p.p.). Il quadro evidenzia dunque un’asimmetria tra produzione e domanda: le imprese hanno ripreso i ritmi operativi dopo la pausa estiva, ma il portafoglio ordini non ha ancora recuperato tonicità, segnale di incertezza. Le imprese varesine operano in un contesto internazionale che presenta luci e ombre: i costi energetici restano contenuti e l’inflazione nell’eurozona è scesa all’1,7% a gennaio 2026, portandosi per la prima volta al di sotto del target del 2%; tuttavia, la domanda estera rimane discontinua e l’incertezza geopolitica e commerciale (dazi USA, tensioni sulle catene di fornitura) continua a frenare gli investimenti. La BCE ha mantenuto i tassi invariati al 2,0% per la quinta riunione consecutiva (febbraio 2026), mentre la FED ha proseguito il ciclo di tagli portando il riferimento al 3,50-3,75%; l’euro forte (in area 1,19 $/€) e i dazi USA continuano a comprimere la competitività di prezzo delle esportazioni europee. Nell’Eurozona il PIL è cresciuto dello +0,3% nel quarto trimestre 2025 a livello congiunturale e del +1,3% a livello tendenziale. Sul fronte italiano, il PIL del quarto trimestre 2025 è cresciuto dello +0,3% a livello congiunturale e dello +0,8% in termini tendenziali. La produzione industriale ha registrato un rimbalzo congiunturale nel quarto trimestre 2025 (stimato attorno al +1,0% sul terzo), trainato in particolare dal farmaceutico e dal tessile-abbigliamento, dopo la flessione dei mesi estivi. L’export ha continuato a risentire del cambio euro/dollaro sfavorevole e dell’incertezza sui dazi americani, pur mantenendo un saldo commerciale complessivamente positivo. Sotto il profilo a consuntivo, nel quarto trimestre 2025 il saldo complessivo delle risposte (calcolato come la differenza tra la percentuale di imprese che dichiarano un aumento e quelle che dichiarano una diminuzione della produzione rispetto al trimestre precedente) è stato pari a +65,4 punti percentuali. Prevale nettamente la quota di imprese che dichiara un aumento della produzione (71,3%), seguita dalla stabilità (22,8%) e dalla diminuzione (5,9%): il rimbalzo è diffuso a tutti i principali comparti, con la gomma-plastica e il meccanico che registrano i recuperi più marcati. Il grado di utilizzo degli impianti risale in media al 76,0% (dal 70,3% del trimestre precedente), confermando la ripresa congiunturale della produzione. Le previsioni sulla produzione per il primo trimestre 2026 risultano più caute rispetto al consuntivo, con un saldo delle risposte pari a -6,5 p.p. e una distribuzione delle attese così composta: il 14,6% delle imprese si aspetta un aumento, il 64,3% stabilità e il 21,1% diminuzione. Il dato riflette la cautela delle imprese di fronte a un portafoglio ordini ancora debole e a un quadro internazionale caratterizzato da persistente incertezza commerciale e geopolitica. Le attese di rallentamento sono particolarmente marcate nella moda e nel meccanico, mentre il chimico-farmaceutico si distingue per un orientamento nettamente più ottimistico. Alla fine del quarto trimestre 2025, la dinamica del portafoglio ordini totale evidenzia per il 23,1% delle imprese un aumento rispetto alla fine del trimestre precedente, per il 37,0% un calo e per il 39,9% una stabilità, con un saldo ancora negativo pari a -13,9 punti percentuali. Il quadro degli ordinativi esteri risulta anch’esso debole: 31,4% aumento, 42,8% diminuzione e 25,8% stabilità, con saldo -11,4 p.p. Nel confronto tra filiere, spicca la netta ripresa della gomma-plastica (unico comparto con ordini totali ed esteri in territorio ampiamente positivo), mentre moda, chimico-farmaceutico e, in misura minore, meccanico continuano a risentire della debolezza della domanda (per il chimico-farmaceutico soprattutto quella estera). Nel quarto trimestre 2025, a livello provinciale, l’INPS rileva che nel comparto industriale sono state autorizzate 3.072.156 ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, in aumento sia rispetto alle ore autorizzate nel quarto trimestre 2024 (+32,9%), sia rispetto alle ore autorizzate nel terzo trimestre 2025 (+139,2%). Complessivamente (considerando la cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e quella in deroga) nel quarto trimestre 2025 sono state autorizzate 4.971.524 ore di Cassa Integrazione Guadagni nel comparto industriale, in forte aumento sia rispetto alle ore autorizzate nel quarto trimestre 2024 (+68,2%), sia rispetto alle ore autorizzate nel terzo trimestre 2025 (+172,1%). Guardando all’intero periodo gennaio–dicembre 2025, sono state autorizzate complessivamente 13.573.262 ore di Cassa Integrazione Guadagni nel comparto industriale, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+7,0%).












