Giorno della Memoria: le parole di Mattarella e Meloni

Sergio Mattarella, President of the Italian Republic, during the visit of Chancellor Merkel to the Federal Chancellery in Berlin on October 12, 2021. Sergio Mattarella, Staatspraesident der Italienischen Republik, beim Besuch von Bundeskanzlerin Merkel am 12.10.2021 im Bundeskanzleramt in Berlin. (Berlin - 2021-10-12, Andreas Gora / IPA) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Giorno della Memoria: le parole di Mattarella e Meloni

Roma – Al Quirinale la cerimonia per il Giorno della Memoria. Al Colle presenti le alte cariche dello Stato e la premier Giorgia Meloni. Hanno partecipato anche la senatrice Liliana Segre e i sopravvissuti Edith Bruck e Sami Modiano. Il “riproporsi e diffondersi” di “manifestazioni di razzismo e antisemitismo” è “indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione del giorno della memoria al Quirinale. “Mai nella storia dell’uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza. In tutti i rami e le categorie dello stato nazista – giuristi, medici, economisti, scienziati, giornalisti, ingegneri, burocrati, militari, semplici cittadini trasformati in delatori – vi furono chiamati a dare e fornirono il loro attivo contributo per realizzare i deliri omicidi di un dittatore e dei suoi perfidi complici. I volenterosi carnefici di Hitler, secondo la efficace definizione di Daniel Goldhagen”, ha detto Mattarella. “Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa. La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica. Ma la grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, nelle menti perverse di ideologi e di gerarchi, si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l’antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea”. “Fu così che la pretesa inferiorità razziale, teorizzata, proclamata, insegnata e, infine, tradotta in legge, portò ineluttabilmente all’individuazione degli ebrei – una minoranza assai ridotta dal punto di vista numerico – come il pericolo per la sopravvivenza del popolo, della nazione. Come notarono acutamente Adorno e Horkheimer, gli ebrei vennero bollati come male assoluto dagli adepti del male assoluto, e cioè dai nazisti. ‘Per i fascisti – scrivono i due filosofi – gli ebrei non sono una minoranza, ma l’altra razza, il principio negativo come tale; la felicità del mondo intero dipende dalla loro distruzione’. In questo ‘mondo capovolto’, come l’ha definito Primo Levi, la conseguenza poteva essere una sola e terribile: la persecuzione, in tutti i suoi gradi, fino allo sterminio”, ha aggiunto.  “Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia, di tanti che si ritenevano intellettuali, di parte della popolazione. Non possiamo limitarci a questo sentimento, per quanto sincero e doveroso: sarebbe un’occasione mancata. Sarebbe un errore”, ha detto il capo dello Stato. “In questo giorno – ha aggiunto – siamo qui per ricordare la schiera di vittime incolpevoli, sei milioni di persone, soffocate nelle camere a gas, trucidate dai plotoni di esecuzione, perite per i maltrattamenti e per l’inedia dentro le mura dei ghetti: anziani, giovani, donne, uomini, bambini, neonati. Ebrei, in massima parte, rom e sinti, omosessuali, dissidenti politici, appartenenti a minoranze religiose, disabili, malati di mente. Tutti definiti appartenenti a categorie non degne di vivere”. “La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano”, ha detto il Capo dello Stato.  “Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio”. Alla senatrice “Segre – ha detto Mattarella – rinnovo la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell’odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati”. “Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo – afferma in una dichiarazione la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni -, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938”.  “Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”. “Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah – il messaggio di Meloni -. Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell’umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche”.