Almawave, overtourism a Milano? Non significa peggior qualità della vita

Almawave, overtourism a Milano? Non significa peggior qualità della vita

Milano – È diffusa l’idea che l’aumento dei flussi turistici comprometta la qualità della vita dei residenti. Ma a Milano, i dati raccontano una storia diversa. Non esiste una correlazione lineare tra qualità della vita percepita e presenza turistica. Al contrario, quest’ultima, in alcuni municipi, si accompagna a livelli alti di soddisfazione da parte dei cittadini. A dirlo è il primo white paper realizzato da The Data Appeal Company, società del Gruppo Almawave specializzata in analytics basati su Big Data e Intelligenza Artificiale per il settore turistico, e da Doxa, istituto di ricerca leader in Italia. Lo studio è frutto di una collaborazione, avviata a giugno 2024, nata con l’obiettivo di analizzare e comprendere, attraverso dati oggettivi e percezioni dei residenti, l’impatto dell’overtourism nei contesti urbani. I dati raccolti – che integrano oltre 130 fonti digitali analizzate da The Data Appeal Company e un sondaggio strutturato realizzato su un campione rappresentativo di oltre 500 residenti da Doxa – restituiscono una geografia urbana fatta di equilibri diversi ed in continua evoluzione.  Il caso più emblematico è rappresentato dal Municipio 6 (Barona, Lorenteggio, Navigli), dove l’indice di pressione turistica è classificato come medio-alto e la qualità della vita percepita risulta tra le più elevate di tutta la città. Qui, la presenza di spazi verdi, l’offerta culturale, la pedonalità diffusa ed una riqualificazione urbana continua contribuiscono a creare un equilibrio virtuoso tra attrattività e benessere quotidiano dei residenti. Anche il Municipio 1, ovvero il Centro Storico, pur con il livello più alto di presenza turistica, mostra un’ottima qualità della vita percepita, favorita da una dotazione di servizi di alto livello ed un profilo socioeconomico elevato. Qui il reddito medio supera gli 80 mila euro annui e si configura come il più alto in assoluto tra i municipi milanesi. Nell’area del Municipio 3 (Città Studi, Lambrate, Porta Venezia), ad esempio, l’attrattività culturale e universitaria convive con una qualità della vita percepita più bassa, influenzata negativamente da carenza di verde, congestione del traffico e saturazione degli spazi pubblici. Al contrario il Municipio 8 (Gallaratese, Quarto Oggiaro), pur registrando una pressione turistica contenuta, si distingue per un livello sorprendentemente elevato per qualità della vita, confermando che la vivibilità urbana dipende da un insieme di fattori ben più articolato rispetto alla sola presenza di visitatori. Il Municipio 2 (Stazione Centrale, Gorla, Turro, Crescenzago), con un livello di pressione turistica medio-alto, mostra invece una qualità della vita intermedia, mentre il Municipio 4 (Vittoria, Forlanini), nonostante la posizione semi-centrale, presenta bassa pressione turistica e qualità percepita di vita medio-bassa. Tra i municipi più periferici, il Municipio 5 (Vigentino, Chiaravalle, Gratosoglio) e il Municipio 7 (Baggio, De Angeli, San Siro) condividono una bassa intensità turistica, ma si differenziano per il giudizio dei residenti: medio per il primo, medio-alto per il secondo, grazie anche alla dotazione di ampi spazi verdi. Infine, il Municipio 9 (Garibaldi, Niguarda) si attesta su livelli medi sia di pressione turistica che di qualità percepita, rivelando criticità e potenzialità ancora da valorizzare. Dall’indagine emerge inoltre che il 75% dei milanesi valuta positivamente i servizi essenziali, il 74% l’offerta culturale e il 63% ritiene che il turismo renda la città più viva e dinamica. Tuttavia, non mancano le criticità: il 77% dei residenti considera il turismo una delle cause dell’aumento dei prezzi e il 59% percepisce un peggioramento della qualità della vita negli ultimi tre anni, principalmente a causa del caro vita e della percezione di insicurezza. Solo il 32% ritiene che il turismo stia minando l’identità culturale della città. Il white paper, firmato da The Data Appeal Company e Doxa, rappresenta il primo studio integrato su Milano che misura la relazione tra afflusso turistico e qualità della vita attraverso una doppia lente: dati oggettivi e percezioni soggettive. L’approccio adottato – basato su indicatori sintetici di pressione turistica (popolarità delle aree, stagionalità dei flussi, densità di affitti brevi, recensioni online) e indagini statistiche mirate – è pensato per essere replicabile anche in altre città italiane ed europee, nel più ampio obiettivo di fornire strumenti concreti ad istituzioni e stakeholder per una gestione più sostenibile e consapevole dei flussi turistici. Mirko Lalli, CEO e fondatore di The Data Appeal Company – Gruppo Almawave, sottolinea: “Questo lavoro nasce dalla necessità di osservare il fenomeno turistico urbano in modo più articolato e aderente alla realtà. La correlazione tra turismo e qualità della vita non è automatica e può variare da quartiere a quartiere: per comprenderla servono dati, tecnologie efficaci, contesto e ascolto del territorio. Il modello che abbiamo adottato integra analisi oggettive e percezioni dei residenti e si propone come uno strumento operativo per amministrazioni e policy maker. È un approccio replicabile, pensato per adattarsi a città diverse, oggi e nei prossimi anni, in un contesto in cui la gestione dei flussi turistici sarà sempre più centrale per l’equilibrio urbano”. Susanna De Luca, Senior Research Manager di Doxa, aggiunge: “Partecipare a questo progetto è stato per noi un’occasione preziosa per introdurre approcci diversi e complementari, integrando – oltre alle analisi quantitative e ai dati di The Data Appeal riportati nel nostro paper – anche interviste qualitative ai residenti e attività di web listening. Abbiamo voluto osservare il fenomeno da più prospettive, incrociando dati oggettivi e voci soggettive, fino a cogliere ciò che i residenti pensano nel profondo o esprimono online, spesso in modo critico e diretto. Al di là dell’innovazione metodologica, la vera soddisfazione è stata contribuire a mettere in discussione una narrazione dominante e spesso semplificata sull’overtourism: a Milano, almeno in alcuni quartieri, il turismo non è vissuto come un ostacolo, ma come un elemento che convive, talvolta in modo virtuoso, con la qualità della vita urbana”.