Payback Dispositivi Medici, il Consiglio di Stato rinvia alla Corte Ue, Confimi Sanità: ora si arrivi a soluzione strutturale

Payback Dispositivi Medici, il Consiglio di Stato rinvia alla Corte Ue, Confimi Sanità: ora si arrivi a soluzione strutturale

Roma – “Il rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea disposto dal Consiglio di Stato riporta al centro una questione che non può più essere elusa: la legittimità di un meccanismo che impone alle imprese di contribuire agli sforamenti della spesa sanitaria sulla base di decisioni che non dipendono da loro. È un passaggio rilevante, che apre interrogativi sulla proporzionalità dell’onere, sulla sua prevedibilità e sulle condizioni di concorrenza tra fornitori”. Così Massimo Pulin, presidente di Confimi Sanità commentando il pronunciamento del Consiglio di Stato atteso dallo scorso 24 settembre. Non si tratta della sola opinione dei produttori di dispositivi medici. Sul tema, infatti, si è espresso – proprio ieri sulle pagine del Sole 24 Ore – anche il costituzionalista Giuseppe de Vergottini, sottolineando come il problema non sia soltanto l’importo richiesto alle aziende, ma il rischio che un contributo nato come misura circoscritta si trasformi in un onere strutturale, compromettendo la certezza delle regole e la sostenibilità economica delle imprese. “Confimi Sanità chiede quindi una soluzione definitiva” torna a ripetere il presidente Pulin che aggiunge “Il controllo della spesa pubblica è necessario. Senza regole certe e sostenibili, a essere penalizzate sono la capacità di investimento delle imprese, l’innovazione e la continuità delle forniture al Servizio sanitario nazionale”.