FLC CGIL: solidarietà alla professoressa Giunchi

FLC CGIL: solidarietà alla professoressa Giunchi

Milano – Come FLC CGIL, esprimiamo la nostra piena solidarietà alla prof.ssa Elisa Giunchi, oggetto in queste ore di critiche e attacchi per aver esercitato un diritto fondamentale: quello di esprimere una propria opinione pubblica sulla vicenda che coinvolge l’ex studente Youssef Siher. La prof.ssa Giunchi ha richiamato il principio della presunzione di innocenza e ha denunciato la gogna mediatica nei confronti di una persona sulla cui posizione sono ancora in corso accertamenti giudiziari. In uno Stato di diritto, la libertà di manifestazione del pensiero costituisce un pilastro irrinunciabile della democrazia. L’articolo 21 della Costituzione italiana stabilisce che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Tale libertà riguarda anche docenti, studiosi e cittadini che, nel rispetto della legge, partecipano al dibattito pubblico. A tal proposito, riportiamo estratti delle accuse mosse al nostro ex studente e componente del Senato Accademico. I PM, nella richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere, scrivono che l’uomo avrebbe avuto una conoscenza degli strumenti informatici tale da poter “sviluppare una strategia rivoluzionaria”. E questa straordinaria competenza informatica sembra essere stata la capacità di creare una chat su Telegram. Nella richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere, il procuratore di Milano e la PM scrivono che Siher, seppur incensurato, ha dimostrato una particolare capacità delinquenziale nel senso di saper sfruttare il suo elevato background culturale e attaccano anche alla sua “ideologia rivoluzionaria”. A leggere questi atti di accusa sembra abbiano messo in galera Che Guevara! A ben vedere però Siher sembra più un classico capro espiatorio colpito da pregiudizi e razzismo da uno Stato che sta facendo di tutto per non guardare in faccia la realtà: la classe lavoratrice in ginocchio sta iniziando ad alzare la testa e rispondere agli attacchi. Allo stesso modo, l’articolo 18 tutela la libertà di associazione. Si tratta di diritti fondamentali che non possono essere compressi o messi in discussione per ragioni di opportunità politica o mediatica. Nel contesto universitario assume inoltre particolare rilievo l’articolo 33 della Costituzione, che sancisce la libertà della scienza e dell’insegnamento. L’autonomia del pensiero critico e la possibilità per i docenti di intervenire nel dibattito pubblico rappresentano valori essenziali per la funzione stessa dell’università. Per queste ragioni esprimiamo vicinanza alla prof.ssa Elisa Giunchi e a tutti coloro che rivendicano il rispetto delle garanzie costituzionali, della libertà di parola e del diritto di manifestare il proprio pensiero in una società democratica. La libertà di espressione, la presunzione di innocenza e il pluralismo delle idee non sono concessioni, ma diritti costituzionalmente garantiti che meritano di essere difesi sempre, soprattutto quando sono messi in discussione.