Sabato caldo a Milano: Sala invita i commercianti a non chiudere i negozi

Sabato caldo a Milano: Sala invita i commercianti a non chiudere i negozi

Milano – Milano si prepara a una nuova giornata ad alto rischio. Il sindaco Giuseppe Sala, a margine di un evento a Palazzo Marino, ha fatto il punto sulle misure di sicurezza predisposte per domani, dopo gli scontri del fine settimana scorso, tracciando un quadro che cerca di bilanciare la necessità di presidio con il rifiuto di un’immagine di città militarizzata. Sala ha chiarito il ruolo dei militari che saranno dispiegati in città: “Gireranno in piccoli gruppetti. Dove saranno? Nei luoghi dove potenzialmente ci sono delle minacce: vie dello shopping, ma anche le università, posto che in queste chat al centro dell’attenzione ci sono state anche università.” Il sindaco ha però tenuto a precisare il perimetro dell’intervento: “Non mettiamoci in testa l’immagine di una città militarizzata. Quello che mi dice il Prefetto è che ci saranno nuclei di cinque militari che gireranno nei luoghi che riteniamo più sensibili.” La logica è quella del potenziamento della presenza, non della chiusura della città: “Lo scorso fine settimana eravamo in pochi, semplicemente cercheremo di essere di più.” Sala ha rivolto un appello diretto al mondo del commercio: “Invito i negozianti a non chiudere. È evidente che più di un invito non posso fare, poi sarà la loro decisione. Se si diffonde il panico poi non succede più nulla. Cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io.” Un segnale simbolico che il sindaco intende dare personalmente, per evitare che la paura paralizzi la città prima ancora che accada qualcosa. Il sindaco ha anticipato dove trascorrerà la giornata di domani: “Sarò nel comando della Polizia Locale di piazza Beccaria. Preparati mi sembra che lo si sia tutti, e speriamo che i problemi non ci siano.” Ha anche segnalato qualche segnale incoraggiante: “Vediamo che qualcuno sta dicendo, da nuclei anarchici, che non parteciperà alle manifestazioni di domani.” Ma ha subito messo in guardia dall’illudersi: “Abbiamo capito tutti che le convocazioni o le autoconvocazioni non sono tradizionali. Oggi le regole d’ingaggio servono relativamente, quindi tutto può succedere fino all’ultimo minuto. Per questo è importante essere preparati.” La nota più politicamente rilevante arriva alla fine. Alla domanda se avesse ricevuto una chiamata dalla premier Giorgia Meloni dopo gli scontri e in vista di domani, Sala risponde con trasparenza: “Non l’ho ricevuta.” E aggiunge una riflessione che vuole non polemica ma che tale rischia di diventare: “Secondo me non guasterebbe una maggiore vicinanza istituzionale. Penso che sia un errore in questo momento non discuterne. Le differenze politiche ci sono, ma di fronte a certi problemi bisogna anche un po’ andare al di là di questo.” Una critica velata che il sindaco ha tenuto a precisare: “È un’osservazione che non è polemica, se qualcuno la vuole intendere come tale.”