AI, 50&Più Milano: la vera rivoluzione non è l’algoritmo ma l’esperienza
Milano – L’Intelligenza Artificiale scrive, analizza e sintetizza in pochi secondi. Ma non sa giudicare un contesto, assumersi una responsabilità né conquistare la fiducia di una persona. Per questo, sostiene 50&Più Milano, l’AI ha un disperato bisogno dell’esperienza dei “Silver”, la generazione Over 50. È questo il tema centrale dell’incontro “50&Più nell’era dell’Intelligenza Artificiale: minaccia o opportunità?” in programma giovedì 8 ottobre, alle ore 15.30, nella Sala Colucci di Palazzo Castiglioni in Corso Venezia 47 a Milano (M1 – Palestro). Protagonista e guida dell’evento sarà Gianna Martinengo, esperta di tecnologie umanistiche, CEO di Didael KTS e Ideatrice e Presidente di Women&Tech® ETS che si occupa di Intelligenza Artificiale dal 1982. L’iniziativa parte da un’idea precisa: chi ha vissuto da protagonista le grandi trasformazioni tecnologiche degli ultimi decenni possiede competenze che nessun algoritmo sa replicare. I Silver sanno leggere situazioni complesse, valutarne le conseguenze nel lungo periodo, comprendere le persone e, soprattutto, distinguere ciò che è tecnicamente possibile da ciò che è opportuno ed etico. “Il messaggio dell’incontro – spiega Gianna Martinengo – è semplice: non dobbiamo scegliere tra esperienza e innovazione, ma metterle in relazione. Perché il futuro non appartiene a una sola generazione, ma a chi continua ad apprendere”. Una visione perfettamente in linea con la mission di 50&Più Milano per la promozione dell’invecchiamento attivo. L’identikit che emerge dagli ultimi report nazionali dipinge una vera e propria rivoluzione demografica e digitale, seppur frenata da alcuni limiti strutturali. Secondo il rapporto ISTAT “Cittadini e ICT” (aprile 2026), gli anziani sono attualmente il principale motore di crescita della connettività in Italia. In particolare, si distinguono per: La crescita degli accessi: l’uso di Internet si mantiene molto alto nella fascia 45-54 anni, raggiungendo il 93,6%. L’utilizzo cala progressivamente nelle età più avanzate: scende al 72,5% tra le persone di 65-74 anni e si attesta al 35,7% per gli over 75. Il primato dello smartphone: nella fascia 55-64 anni d’età prevale l’uso combinato di due dispositivi, con la combinazione di smartphone e PC che risulta la più frequente (24,2% contro una media nazionale del 18,8%), mentre gli over 65 sono la fascia d’età che naviga in rete esclusivamente tramite smartphone più di chiunque altro (quasi il 40%, a fronte di una media nazionale del 20,5%). L’accesso domestico: il 63,9% delle famiglie composte esclusivamente da anziani dispone di un accesso a Internet da casa. La quota di anziani “disconnessi” tra le mura domestiche scende al 36,1%, con un netto miglioramento (+3,3 punti percentuali). Il gap di genere: tra i 65-74enni naviga il 74,8% degli uomini e il 70,5% delle donne. La forbice si allarga pesantemente tra gli over 75, con il 43,0% degli uomini connessi contro appena il 30,5% delle donne. L’ostacolo delle competenze: il possesso di competenze digitali almeno di base (calcolate sui 5 domini del Digital Competence Framework , comunicazione e collaborazione, alfabetizzazione su informazioni e dati, sicurezza, risoluzione di problemi, creazione di contenuti digitali) decresce rapidamente all’aumentare dell’età.Nella fascia 45-54 anni, il 58,6% possiede queste competenze; il dato scende al 49,1% tra i 55-59enni e cala ulteriormente al 41,0% tra i 60-64enni e tra le persone di 65-74 anni, solo il 27,4% possiede competenze digitali almeno di base. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale: il documento ISTAT specifica che l’uso è strettamente legato ai giovani e al livello di istruzione, ma il report ufficiale non fornisce una scomposizione percentuale dettagliata sull’uso dell’IA specifica per le singole fasce d’età over 50 o over 65, né fa menzione dei rischi legati a truffe o deepfake per la terza età. L’incontro dell’8 ottobre non sarà una lezione di informatica su quali tasti premere. Gianna Martinengo presenterà un metodo pratico in quattro passaggi per integrare l’AI nella vita e nelle attività di ogni giorno: Chiedere: saper interrogare la macchina in modo efficace (il cosiddetto prompting). Ottenere: raccogliere dati, sintesi e bozze generate. Valutare: applicare il filtro critico e insostituibile dell’esperienza umana. Decidere: compiere la scelta finale, assumendosene la responsabilità. In questa prospettiva, l’Intelligenza Artificiale diventa un “collaboratore junior” rapidissimo, che rende al meglio solo se affiancato da un “direttore” capace di guidarlo. Con questo appuntamento, 50&Più Milano ribadisce che il futuro non è una questione di anagrafe, ma di attitudine: vince chi continua a imparare.












