Nota – Milano, gli aeroporti, la mobilità internazionale
Chi vive e lavora a Milano ricorderà, anni fa, la lunga battaglia per difendere l’aeroporto di Linate (a 10 minuti dal centro città) dai tentativi di una esausta Alitalia che aveva tutto l’interesse a chiudere il Forlanini e concentrare l’attività a Malpensa. Grazie all’impegno di molti il tentativo è stato prima contenuto e poi sventato col rinnovamento di quello che sarebbe diventato un modernissimo city airport. Mentre Malpensa, grazie anche alle compagnie low cost e al cargo è cresciuta in modo conveniente. Per garantire adeguati investimenti al sistema aeroportuale milanese, a suo tempo, il comune di Milano, che col 54,8% controlla la Sea, ha ceduto a suo tempo il 44,3% delle azioni al gruppo F2i (Banche, Casse di Previdenza, Fondi). Sea partecipa anche a Sacbo (aeroporto di Orio al Serio) col 30,98% delle azioni. Ora il comune di Milano sta valutando la proposta del gruppo F2i di unificare gli scali lombardi con quello di Torino Caselle, controllato al 100% da 2i Aeroporti (gruppo F2i). Con uno spostamento di fatto nel controllo della nuova società. “Sarebbe paradossale – afferma la Cgil di Milano – se l’esito di un’operazione di questa natura portasse all’irrilevanza del Comune di Milano nella compagine societaria di un’aggregazione che non vede un piano strategico nazionale sulla galassia degli aeroporti del nord Italia”. Infatti se c’è uno scalo che può concorrere a disegnare nuove strategie è quello di Bergamo, mentre Torino – da molti – è giudicato marginale. Quello delle grandi infrastrutture e della mobilità internazionale è un grande tema, anche per la prossima campagna elettorale per il nuovo sindaco di Milano.












