Commercio: a Milano il boom dei dehors
Milano – Milano prende la rincorsa: è diventata «la città dei dehors». In un anno e mezzo – scrive Il Corriere Della Sera – le richieste per le concessioni sono lievitate: 1.740 domande in più rispetto al 31 dicembre 2024. Dagli anni del Covid la fame di stare all’aperto è stata insaziabile con richieste per i dehors triplicate dal 2022. Dal 1° gennaio del 2025 al 30 luglio di quest’anno le banche dati di Palazzo Marino hanno registrato — tra pratiche già evase e in lavorazione — 7.865 istanze di «occupazione di suolo pubblico con strutture leggere amovibili»: tende, ombrelloni, tavolini, sedie, fioriere, banchi su cui esporre la frutta. Facendo un ragionamento ipotetico, considerando che bar, ristoranti, gelaterie e take away in città sono circa 8mila (7.949), è come se tutte queste attività (il 99 per cento) avessero chiesto di avere uno spazio all’aperto. (…) Dopo la pandemia, le attività si sono attrezzate per richiedere il plateatico o rinnovare la concessione. Da quel momento il trend è stato in crescita. Il 2024 si è chiuso con 6.125 domande e finora, rispetto a questo dato, si registra una forbice di differenza di oltre 1.700 domande in più, cioè del 28 per cento. «È un dato positivo», commenta Lino Enrico Stoppani, presidente della Federazione Italiana Pubblici esercizi, sottolineando «l’opportunità di business per gli esercenti» ma anche come i dehors «favoriscano momenti di aggregazione». Una prima fase di «normalizzazione» dopo il boom di richieste del periodo Covid aveva portato Palazzo Marino a rivedere le tariffe per la concessione dello spazio pubblico, visto che il precedente provvedimento risaliva al 2011. Da gennaio del 2024 sono entrati in vigore i nuovi criteri del regolamento del Comune. La delibera sul Canone unico patrimoniale, applicato per l’occupazione di aree pubbliche, ha previsto degli aumenti che non valgono per tutte le attività (sono escluse, ad esempio, le edicole, le attività di trasloco e i mercati scoperti) e quartieri: ad essere maggiormente colpite dalle tariffe sono state le attività sotto la Madonnina. Per rendere l’idea: un locale in pieno centro che prima pagava 10.600 euro all’anno per 50 metri quadrati di spazio esterno, dal 2024 ne paga circa 15mila. Chi, in zona Certosa-Musocco, versava sul piatto 5.700 euro, da due anni ha diritto a uno sconto che lo porterà a pagare circa 3.500. (…) Il disegno di legge Semplificazioni proroga al 30 giugno 2027 il regime transitorio per i dehors di bar e ristoranti, introdotto durante la pandemia, «mantenendo in vita» così quelle strutture straordinarie nate durante il Covid. Tuttavia, entro il 31 dicembre di quest’anno il Governo dovrà riordinare la normativa adottando un nuovo decreto legge che faccia chiarezza e che inevitabilmente avrà un peso per il futuro assetto in città. «Serve un riordino della materia a livello nazionale», sottolinea Stoppani, mettendo in evidenza che «quelle strutture erano nate come prima risposta all’emergenza pandemica. Ma adesso devono essere disciplinate». Sul futuro dei plateatici pesa tuttavia non solo l’incertezza normativa ma anche la crisi climatica. «Con le temperature così elevate d’estate, ci stiamo interrogando sulla sostenibilità dei dehors, considerando che d’inverno sono difficilmente utilizzabili», conclude Stoppani.












