Landini (CGIL): in Italia il 70% dei morti sul lavoro sono precari o in appalto

Landini (CGIL): in Italia il 70% dei morti sul lavoro sono precari o in appalto

Roma – Continuare a morire sul posto di lavoro ”segna un fallimento del fare impresa perché è il modello di fare impresa che uccide. Quando un’impresa pensa che il profitto viene prima di ogni altra cosa, mette in conto che le persone possono morire, che possono essere sostituite con qualcun altro. In Italia il 70% di quelli che muoiono sono lavoratori precari o dipendenti di aziende in appalto, in subappalto, in sotto appalto”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, in Belgio, a Bois du Cazier, per il 70esimo anniversario della tragedia di Marcinelle. ”Non si muore per un errore umano: si muore perché c’è una responsabilità di chi fa l’impresa, perché l’imprenditore deve organizzarsi in modo che le morti non ci siano. Stiamo parlando di omicidi, non di morti sul lavoro”. E quindi, ha proseguito Landini, “per contrastare le morti sul lavoro, bisogna contrastare la precarietà e bisogna affermare un modello di fare impresa che rimetta al centro il lavoro, la persona”. Eppure, ha sottolineato il segretario generale di Corso d’Italia, ”in queste ore, in questi giorni nel nostro Paese, il governo sta proponendo un provvedimento per peggiorare le leggi, togliendo la responsabilità dell’impresa”.