Francia: Stop ai social per i minori di 15 anni
Roma – Stop ai social per i minori di 15 anni. Succede in Francia, dove l’Assemblea Nazionale ha appena approvato il bando con 279 voti a favore e 81 contrari. Voluto dal presidente Emmanuel Macron per tutelare la salute di bambini e adolescenti, il provvedimento impone alle piattaforme digitali di introdurre dei sistemi di verifica dell’età. Da stabilire ancora le modalità, mentre l’entrata in vigore è prevista per settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico. Il testo prevede inoltre il divieto di utilizzo dei cellulari nei licei. “Spetta ora al Consiglio costituzionale pronunciarsi; dopodiché dovremo agire per rendere concreta questa misura e proteggere i nostri figli online”, specifica Macron. Parigi e dintorni diventano così il primo Stato membro dell’Unione europea a vietare i social ai minori di una certa età. A fare da apripista mondiale era stata invece l’Australia, con la legge Online Safety Amendment (Social Media Minimum Age) Act. Presentata e approvata nel 2024 ed entrata in vigore nel 2025, la misura stabilisce il bando a Facebook, Instagram ecc. al di sotto dei 16 anni. Oltre a questo, il provvedimento prevede una responsabilità totale delle piattaforme, come Meta, per gli aggiramenti del blocco; non sono invece puniti i ragazzi che accedono abusivamente. Nessuna eccezione con l’eventuale consenso dei genitori; sono comunque escluse le app di messaggistica istantanea, per esempio WhatsApp. Le sanzioni arrivano a 99 milioni di dollari australiani (quasi 61 milioni di euro al cambio attuale) per gravi inadempienze. Il caso australiano ha poi fatto scuola, con il Regno Unito che si doterà di una legge che fissa il divieto di accesso ai social agli under 16 nel 2027; il Canada, la Norvegia, la Spagna, l’Indonesia e la Malesia che puntano a fissare lo stesso limite di età e l’Unione europea che valuta di seguire l’esempio grazie a una risoluzione politica approvata dall’Europarlamento.












