Stanzione (CGIL): valorizzare la Milano del lavoro e della ricerca

Luca Stanzione
Luca Stanzione

Stanzione (CGIL): valorizzare la Milano del lavoro e della ricerca

Milano – “Il prossimo sarà un anno duro.’’ Dice Luca Stanzione, Segretario Generale della CGIL Milano, all’evento di Sinistra Italiana; E aggiunge una cosa che fa pensare ancora di più — ci siamo mobilitati per difenderci, ma ci manca ancora il desiderio di cambiare davvero le cose. Il problema lo spiega partendo da Milano. Da dieci anni la città cresce su due motori: case che valgono sempre di più e turismo. Intanto l’industria si spegne piano piano — i brevetti depositati sono in calo da due anni. E il problema vero è che quei due motori non li controlliamo noi. Decidono fondi di investimento internazionali, da lontano. Le fabbriche oggi non chiudono perché non funzionano — chiudono perché qualcuno in un ufficio distante decide che il guadagno non è abbastanza. E quando un lavoratore ti chiede “dopo una vita qui dentro, io adesso cosa faccio?”, gli ammortizzatori sociali da soli non bastano come risposta. La soluzione che propone parte da un numero: Milano ha 450.000 persone che lavorano nella ricerca, nella cultura, nell’inventare cose nuove. Un pezzo enorme di città che nessuno ha pianificato — e che andrebbe valorizzato, non sottopagato. L’idea è smettere di puntare tutto su case e turismo, e investire sull’economia dei saperi. In pratica: quando decidi cosa costruire su un’ex fabbrica, ci metti ricerca e lavoro, non altri palazzi. E chiude su un dato concreto: la contrattazione sindacale in Italia muove 20 miliardi di euro, a Milano circa 3 — soldi che spesso vanno al privato mentre il pubblico viene tagliato. La proposta è usarli per rafforzare il pubblico, non sostituirlo. Perché alla fine non basta raccontare le piccole cose fatte bene — una strada rifatta, una piazza più bella. Serve un progetto vero su che città vuole diventare Milano, nei prossimi anni”.