Nucleare, governo: verso il referendum

Nucleare, governo: verso il referendum

Roma – «Inevitabilmente si farà un referendum» sul nucleare in Italia. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con riferimento al disegno di legge governativo attualmente in attesa di approvazione alla Camera. «Discuteremo anche su questo però noi ci prendiamo la responsabilità di indicare al Paese quelle che secondo noi sono le strade da percorrere», ha aggiunto durante un intervento al Festival dell’Economia di Trento, ne scrive Il Corriere Della Sera. Con i referendum del 1987 (dopo l’incidente di Cernobyl) e del 2011 (dopo quello di Fukushima), ha proseguito, «l’Italia tanti anni fa ha deciso frettolosamente di uscire dal nucleare». Ma, ha concluso «noi speriamo quanto prima di poter finalmente piantare centrali di nuova generazione nel nostro Paese, come avviene in Francia come avviene in tanti Paesi da cui noi importiamo energia elettrica prodotta dal nucleare». Le parole di Ciriani fanno eco a quelle pronunciate venerdì, sempre dal palco di Trento, dal ministro Gilberto Pichetto Fratin. «Diamo per scontato che qualcuno si metterà a raccogliere delle firme» contro l’eventuale legge, ha detto. «Sono fiducioso perché il referendum è espressione massima della democrazia – ha precisato – ma dobbiamo essere il più possibile chiari e trasparenti, dare tutte le informazioni». Sul tema è intervenuto anche il presidente di Enel, Paolo Scaroni. «Dobbiamo far sì che il nucleare sia una fonte prioritaria del nostro consumo energetico», ha sostenuto. «Dobbiamo avere una quantità di nucleare che ci consenta di non dover importare». A ottobre del 2025 il governo ha presentato un disegno di legge che conferirebbe all’esecutivo una delega, da esercitare entro un anno, «per disciplinare: la produzione e l’utilizzo, nel territorio nazionale, di energia da fonte nucleare sostenibile, secondo la tassonomia dell’Unione europea». Lo stesso ddl, se approvato, darebbe al governo la facoltà di disciplinare le modalità per «la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile nucleare; la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti; la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito e la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione». Per studiare e selezionare le tecnologie eventualmente da includere in un programma nucleare italiano, intanto, a maggio è stata costituita Nuclitalia, una società fra Leonardo, Ansaldo Energia ed Enel. «Tutta la parte di scouting delle tecnologie a livello internazionale è ormai chiusa – ha spiegato il presidente di Nuclitalia, Ferruccio Resta – stiamo analizzato i dati, siamo andati a vedere i siti e quello che si sta realizzando».