Stanzione (Cgil): scelte politiche per una Milano dei saperi
Milano – Luca Stanzione, segretario della Cgil milanese rilancia l’idea di Milano città dei saperi, sulle colonne del quotidiano “Domani”: “Oggi Milano è già una città dei saperi – scrive tra l’altro Stanzione – i numeri sono chiari- 400 mila lavoratori dell’area milanese producono innovazione, ricerca, cultura. Nel decennio 2014 – 2024 gli occupati classificati, nell’area milanese, come quadri sono triplicati. (…) Un dato spia dell’accelerazione di questa tendenza sono le assunzioni degli ingegneri: l’area mianese assorbe da sola circa il 74% delle assunzioni lombarde, ingegneri che si concentrano nella programmazione informatica. A questa descrizione dovremmo aggiungere un lungo elenco dei luoghi della generazione del sapere: le università, i centri di ricerca pubblici e privati, la filiera della produzione culturale ed editoriale, artistica e multimediale, ma anche la conservazione dei saperi artigianali, (…) Tutto questo genera un ecosistema territoriale fatto di relazioni, scambi, competizione tra le figure professionali, disuguaglianze e polarizzazioni (con un’accelerazione nel tratto di strada che va da Expo alle Olimpiadi all’insegna dei grandi eventi ndr).Una strada dello sviluppo intrapresa nella contemporaneità dell’arretramento della manifattura. (…) Uno sviluppo che espone l’area milanese a investimenti internazionali su tutto ciò che è stato definito rigenerazione urbana, che non è stata solo edificazione. (…) Se Milano saprà valorizzare il suo ecosistema dei saperi e saprà farsi conosce al mondo con questa caratteristica rafforzerà la propria capacità di trattenere sul territorio le risorse e gli investimenti, un ecosistema non è delocalizzabile per definizione. (…) In una città degli eventi lo stipendio dimezzato di un neolaureato del Politecnico rispetto a un suo collega europeo non è in contraddizione con la vocazione del territorio, al contrario, non esiste città dei saperi che non remuneri adeguatamente il lavoro che è la massima espressione del saper pensare e saper fare dell’Umano. (Servono scelte politiche concrete ndr)”.












