Milano – Nonostante l’afflusso di turisti per le festività primaverili, le Rappresentanze Sindacali Unitarie e le organizzazioni sindacali della Grande Brera (Pinacoteca, Biblioteca Braidense, Cenacolo e MNAD) non firmeranno accordi per le aperture festive dei Musei. “Decisione sofferta ma necessaria”, dicono Fp Cgil e Uilpa milanesi. “Il Direttore della Grande Brera, nonostante la mediazione della Prefettura di Milano, non ha ascoltato il personale dipendente e i suoi rappresentanti, che chiedono il rispetto degli accordi sindacali vigenti sulle aperture dei Musei; in particolare di Palazzo Citterio. Il dottor Crespi è intervenuto con un atto unilaterale sull’organizzazione del lavoro e sull’estensione dei giorni di apertura, nonostante l’organico carente del personale dipendente del MIC”. Ricordiamo la lezione di fitness nella sala Teresiana della Biblioteca Braidense, con lo svilimento del patrimonio culturale conservato. “La valorizzazione dei Beni Culturali – proseguono i sindacati – non passa da un uso privatistico e distorto degli spazi pubblici per interessi di immagine che non sembrano avere gli effetti sperati. Non è la prima volta che i Musei di Brera attirano l’attenzione della stampa per iniziative che, a nostro avviso, sono di discutibile valorizzazione”. “Chiediamo rispetto per gli accordi sindacali, per le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono con sacrificio la fruizione pubblica dei luoghi della cultura ma che sono ormai stremati dai carichi di lavoro eccessivi e dalle incertezze sulle future condizioni di lavoro” afferma il Segretario Generale FP CGIL Milano, Alberto Motta. “La vertenza su Palazzo Citterio rileva in modo evidente che l’indirizzo di questo Ministero e dei suoi Dirigenti è quello di esternalizzare i servizi e di creare precariato senza prospettive, ricattabile con meno diritti e tutele. Si impiega anni ad assumere e nel frattempo le carenze di organico aumentano e si sceglie di sminuire il ruolo e la professionalità dei dipendenti pubblici, sostituendoli con gli esterni. E’ la vetrina della valorizzazione che non bada a spese. Per i contratti con società esterne e consulenti si spendono milioni di euro dalle casse pubbliche, mentre sarebbe più congruo assumere e fare funzionare gli uffici e i Musei con i dipendenti del Ministero se assunzioni e dotazioni organiche fossero adeguate” afferma il Segretario Generale UILPA Milano, Giorgio di Mauro. Fp Cgil e Uilpa ribadiscono la necessità per il sistema Brera e dell’intero universo dei Beni Culturali di investimenti, organici stabili e adeguati, corrette relazioni sindacali e scelte coerenti con la destinazione collettiva dei beni culturali.












