Cina: energia nucleare per la chimica
Roma – La Cina ha ufficialmente avviato i lavori per la Xuwei Nuclear Heating and Power Plant, nella provincia di Jiangsu, e in questo caso parliamo di un progetto davvero interessante – scrivono le riviste di settore – perché prende in considerazione altri modi con cui l’energia nucleare può essere utilizzata oltre la sola produzione di elettricità. Con il getto del primo calcestruzzo dell’Unità 1, il progetto entra nella fase operativa e si presenta come il primo grande impianto al mondo capace di collegare direttamente il nucleare ai bisogni dell’industria petrolchimica. In questo caso l’impianto nasce per rispondere alla necessità di fornire enormi quantità di vapore ad alta temperatura a uno dei poli chimici più energivori della Cina, quello di Lianyungang. Qui, le raffinerie e gli impianti di trasformazione richiedono ogni ora circa 13.000 tonnellate di vapore, oggi prodotte in gran parte bruciando carbone. Xuwei punta a sostituire queste fonti fossili con un sistema nucleare progettato su misura. Il progetto, sviluppato da China National Nuclear Corporation, combina due tecnologie di generazioni diverse in un’unica struttura. I reattori di terza generazione forniscono il calore di base per produrre vapore saturo, mentre un reattore di quarta generazione ad alta temperatura entra in gioco come una sorta di supercaldaia, capace di portare il vapore ai livelli necessari per processi industriali complessi come cracking e distillazione. Una soluzione inedita e avveniristica sen vogliamo, particolarmente adatta per il settore chimico pesante.












