Movida: il Comune di Milano condannato a risarcire i residenti
Milano – Per la prima volta il Tribunale civile ha condannato il Comune di Milano, in quanto responsabile per la giudice dei rumori in strada, a risarcire i danni da mala movida: 4.700 euro per ognuno dei 34 residenti — riuniti nel comitato del Lazzaretto — che ha fatto causa a Palazzo Marino per aver subito danni alla salute, provocati dall’esposizione per nove anni a fonti di rumore, superiori alla soglia di tollerabilità. Adesso il Comune, su ordine della giudice – nota Il Corriere Della Sera – dovrà adottare dei «provvedimenti necessari al contenimento della rumorosità». È la sentenza apripista per gli altri contenziosi ancora in corso in città. In totale, considerando anche le spese legali, il Comune dovrà versare oltre 200 mila euro ai ricorrenti, che si sono rivolti al Tribunale nel 2023 per chiedere a Palazzo Marino di contenere la situazione provocata dalla mala movida, nel quartiere Lazzaretto-Melzo. «Le sorgenti di rumore — scrive la quarta sezione — sono chiaramente riconducibili alla gente che stazione fuori dai locali e/o dai dehors e in via minore alla musica diffusa proveniente dai alcuni locali». In particolare, dalle perizie è emerso «un superamento costante ad ogni orario» pari a 32 decibel dei limiti di tollerabilità per tutti gli appartamenti, dislocati in via Melzo, via Lecco, via Palazzi e via Tadino, qualora i residenti abbiano le finestre aperte. Nel caso in cui siano chiuse, il superamento è di 22 decibel, da quanto emerge dai rilievi. «Anche se dalle 2 di notte emerge un calo della rumorosità, le immissioni risultano in ogni caso eccedenti alla soglia», conclude la giudice. A chi spetta, allora, contenere il rumore? Ai gestori dei locali o a Palazzo Marino? Poiché le fonti sonore di disturbo «provengono dalla strada, di cui il Comune è proprietario — osserva la giudice —, non può che gravare sull’Amministrazione l’obbligo di farle cessare». Pertanto il Tribunale — oltre alla condanna al risarcimento dei danni — ordina a Palazzo Marino di contenere i rumori, in particolare quelli dalle 22 alle 6. «Il rumore ha ammorbato la nostra vita per quasi dieci anni», spiega Elena Montafia, portavoce del comitato del Lazzaretto, sottolineando la condizione che hanno vissuto i residenti: «Non poter aprire le finestre, non riuscire ad ascoltare la televisione, perdere il sonno». Ora la sentenza dà conforto: «Quello che abbiamo denunciato non è una fantasia, ma è ciò che succede quando la città diventa un contenitore di eventi. Adesso aspettiamo che il Comune metta in campo operazioni serie che ridiano alla città la vivibilità che merita». Dallo scorso mese sono cessate le misure dell’ordinanza anti-movida, in vigore dal 30 maggio. Ora la decisione del Tribunale potrebbe portare Palazzo Marino ad adottare regole più stringenti. La sentenza apre uno scenario positivo per i comitati di Cinque Vie, Navigli e corso Garibaldi che si sono rivolti alla giustizia civile contro il Comune. Al momento sono quattro le cause in attesa di giudizio.












