Contro la precarietà e i tagli all’università: il 10 dicembre (alla Bicocca) assemblea contro il Ddl Bernini

Contro la precarietà e i tagli all’università: il 10 dicembre (alla Bicocca) assemblea contro il Ddl Bernini

Milano – L’Assemblea precaria universitaria di Milano spiega le proprie ragioni: “Noi precari e precarie della ricerca delle diverse università di Milano, il 10 dicembre iniziamo un percorso collettivo contro il Disegno di Legge S. 1240, noto come DDL Bernini. Questo incontro, che si terrà in Bicocca alle ore 14.30 in Aula 11 (Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo), è aperto a tutte e tutti: studentesse, studenti, docenti, personale universitario e chiunque voglia unirsi a noi nella difesa del futuro della ricerca e dell’università pubblica perché questa riforma tocca tutt3. Il DDL Bernini rappresenta un attacco frontale alle condizioni di vita e di lavoro delle migliaia di precar3 che ogni giorno portano avanti la ricerca, la didattica e i servizi negli atenei italiani. Anziché ridurre la precarietà, la riforma introduce nuove figure contrattuali più brevi e ancora più precarie, frammentando il sistema di reclutamento in università e creando un meccanismo che aumenta e istituzionalizza la precarietà: contratti annuali, sottopagati e senza tutele (post-doc, borse di ricerca junior e senior, contratti per professori aggiunti), tutte figure che non saranno riconosciute come veri lavori, privi di contrattazione collettiva, ferie, malattia, tredicesima e rappresentanza sindacale. Si tratta di una precarizzazione sistematica del lavoro accademico, che condanna chi si dedica alla ricerca e all’insegnamento a un futuro di insicurezza, allontana ulteriormente l3 ricercator3 italian3 dalla media europea di accesso al ruolo accademico e aumenta le diseguaglianze di genere nella misura in cui non sono previsti meccanismi di tutela delle donne. Ma non è tutto: il DDL Bernini accentua il definanziamento dell’università pubblica, già iniziato con la riforma Gelmini. La legge di Bilancio 2025 prevede un taglio di oltre 500 milioni di euro dal Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), aggravando le disuguaglianze territoriali tra atenei ricchi e poveri e mettendo a rischio il futuro della formazione universitaria e della ricerca in Italia. Nel frattempo, le Università private telematiche per la classe medio-bassa stanno spopolando. In un contesto globale segnato da un’escalation verso la guerra, il governo italiano sta dirottando fondi pubblici verso l’industria bellica e la militarizzazione della ricerca, ignorando le esigenze dell’istruzione e dei diritti di chi lavora e studia. Le spese militari sono destinate ad aumentare del 10% tra il 2024 e il 2025, mentre si riducono i finanziamenti per l’università. Questa direzione politica penalizza l’intera società, creando un’università sempre più elitaria e subordinata agli interessi economici di poch3. Inoltre, accanto alle conseguenze il DDL Bernini creerebbe, il DDL Sicurezza prepara le condizioni per reprimere ogni forma di dissenso contro la precarietà, la privatizzazione, l’inasprimento delle disuguaglianze, lo sfruttamento del lavoro migrante, contro la guerra e il suo salto di scala globale. Chiediamo quindi: il raddoppio immediato del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per allineare l’Italia alla media europea nei finanziamenti per l’istruzione superiore; il ritiro immediato del DDL Bernini, che condanna intere generazioni di ricercatori e ricercatrici alla precarietà e all’espulsione dal sistema universitario; ai diversi organi decisionali delle università milanesi (consigli di dipartimento, senati accademici, Consigli di amministrazione) di approvare mozioni in cui emerga un netto rifiuto al DDL Berini. L’assemblea sarà un momento di confronto e di costruzione di un percorso collettivo tra tutte le anime delle diverse università Milanesi. Interverranno rappresentanti di FLC e delle Assemblee Precarie di altri atenei italiani, oltre ai precari e alle precarie dell’Assemblea precaria Universitaria di Milano. L’invito è esteso a tutta la comunità accademica, l3 student3 e chiunque voglia unirsi a noi per costruire insieme una mobilitazione contro la precarizzazione, la militarizzazione e la privatizzazione dell’università. Non possiamo accettare che la cultura, la ricerca e l’istruzione diventino privilegi riservati a poch3. Il futuro dell’università è il futuro della nostra società: è tempo di agire insieme. Uniti per un’università pubblica, inclusiva e libera dalla precarietà. La ricerca è un lavoro e non va svenduta.