Milano Moda Uomo: Cucinelli parla ai giovani

Milano Moda Uomo: Cucinelli parla ai giovani

Milano – Apre a Milano la rassegna Moda Uomo. Tra i protagonisti Brunello Cucinelli, l’imprenditore umbro famoso nel mondo per il cashmere ma anche per il suo approccio illuminato nei confronti dei suoi dipendenti, che a Solomeo vivono e lavorano in un’azienda/borgo con ritmi e atmosfere di una famiglia piena di armonia, torna a scrivere una delle sue lettere. E se in passato aveva preso carta e penna per parlare al padre, alla sua anima o contro la guerra, per l’inizio del nuovo anno riserva parole per i giovani ” sentinelle del futuro” “meritevoli di vivere perseguendo la felicità”. L’occasione è anche quella di parlare della ricchezza, per lui figlio di contadini, “che è un peso leggero da sopportare solo se la si sa trasformare in dono”. E citando Alessandro Magno, Oscar Wilde, Leon Battista Alberti, l’imperatore Adriano e Ayrton Senna, (il campione di Formula1 scomparso in un incidente in pista nel ’94) , Cucinelli esorta i ragazzi ad avere uno “sguardo giusto sul mondo” a “non avere paura di sbagliare” e a leggere “magari solo 12 righe al giorno”. Ricordando che “accanto all’intelligenza dello studio vi è sempre l’intelligenza dell’anima”. Ecco il testo integrale della lettera ai giovani. “In questi giorni prossimi alla fine dell’anno, giorni durante i quali ognuno di noi, nella serenità del cuore, guarda al suo passato, recente e lontano, e ne tira le somme; in questo tempo sereno quando si guarda agli orizzonti di un futuro smagliante, il mio pensiero va a voi giovani. Vi amo profondamente, e tutti vi vedo con occhi di padre e di uomo che pensa sempre con l’animo volto verso l’avvenire. Siete per me come il sale della terra, adulti e sentinelle del domani, meritevoli, come ogni altro essere umano, di vivere perseguendo la felicità. I vostri occhi sono luminosi e pieni di una grande energia: vi riconosco sempre qualcosa che va dalla gioia, alla speranza, e in parte, a volte, anche alla delusione. Il fluido che promana dai vostri occhi è così vitale che, anche quando mi trovo in circostanze di lavoro, d’istinto, sul momento, lascio la forma solita per l’insolita, e vi parlo con la semplicità che unisce fratello a fratello. Non ero molto diverso da voi, alla vostra età. Oggi sono un uomo che ha seguito il suo sogno speciale, una persona che infine ha dato corpo al desiderio antico, nato dagli occhi lucidi di mio padre offeso sul lavoro, il sogno di vivere umanisticamente verso di sé e verso gli altri”.