Lavoro nero di colf e badanti: il 60% è ancora irregolare

Lavoro nero di colf e badanti: il 60% è ancora irregolare

Milano – Lombardia, terra di badanti e colf. Prima regione per numero di lavoratori domestici, con una squadra di quasi 185 mila operatori al servizio di privati: rappresentano il 20% del totale impiegato nel Paese (961.358) e ne comprendono 105 mila tra Milano e area metropolitana. È la fotografia scattata dall’Inps al mercato 2021 – ripresadal Corriere Della Sera – in crescita su scala nazionale del 2% sul 2020, anno del grande rimbalzo (+10% sul 2019) dopo una tendenza decrescente iniziata nel 2014. I motivi dell’aumento di platea vanno ricercati nel lockdown, quando diversi datori di lavoro hanno regolarizzato gli assistenti domestici per consentirne il tragitto verso le proprie abitazioni. A spingere un poco in superficie le prestazioni «sommerse», in nero, anche un articolo del decreto Rilancio per sanare rapporti subordinati, a beneficio soprattutto di soggetti extracomunitari. I numeri lo confermano. In Lombardia, nel 2019, risultavano attivi 31.582 lavoratori domestici italiani e 124.833 stranieri: nel 2021 la platea di connazionali ha raggiunto quota 35.591, mentre l’«esercito» multietnico è lievitato fino a 149.215 unità. Ma è una vittoria di Pirro. Potrebbero essere molti di più, perché in questo settore la «fatica invisibile» vale il 60%, un primato, con oltre un milione di operai senza contratto che rappresenta il 38% dell’occupazione irregolare italiana. Secondo la Fondazione studi Consulenti del lavoro, il rapporto non dichiarato (-2,7 miliardi di gettito l’anno) garantirebbe alle famiglie un risparmio netto non superiore all’8%, molto contenuto, o addirittura può essere fonte di una spesa maggiore quando l’inquadramento dà accesso a detrazioni consistenti. Sono soprattutto le donne a svolgere il mestiere di badante, colf o «altro» (baby sitter): valgono l’85% a livello nazionale. Rapporto che si riflette anche in regione dove la popolazione femminile supera di poco la soglia di 150 mila addette, di cui la maggior parte con un’età compresa tra 50 e 59 anni. Nella provincia di Milano le colf doppiano le badanti: 69.170 contro 36.380. Oltre i numeri ci sono storie più o meno romantiche, signore «adottate» perché ormai di famiglia. Anche fatti antipatici, come furti o interruzioni improvvise del rapporto per volontà del lavoratore.