Tim, sindacati: no a cambi nel management

Tim, sindacati: no a cambi nel management

Roma – I sindacati, sulla vicenda Tim, confermano come priorità la difesa dei 40.000 posti di lavoro del gruppo delle telecomunicazioni, e chiedono di non fare salti nel buio cambiando l’attuale management. In una nota, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil dicono di non aver nessun pregiudizio rispetto a Kkr mentre criticono l’operato del primo azionista di Tim, la francese Vivendi, e una maggiore presenza di Cdp, attualmente secondo socio con una quota appena sotto il 10%. “Non è auspicabile un salto nel buio pensando che il cambio del management sia la medicina giusta per curare la malattia contagiosa che travolge da tempo l’intero settore delle telecomunicazioni”, si legge nella nota. I sindacati dicono di non aver nessun pregiudizio nei confronti di Kkr e criticano invece l’operato di Vivendi ritenendo che “in questi anni abbia generatore e alimentato tensioni all’interno dell’azienda puntando ad indebolire i vari management che si sono succeduti”. Per questo motivo le organizzazioni dei lavoratori auspicano una maggiore presenza dello Stato in Tim Cdp e ritorno al progetto tramite il governo di Rete unica.

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