Stoppani (Fipe): sì obbligo vaccinale, per la ripresa incognita inflazione

Lino Stoppani

Stoppani (Fipe): sì obbligo vaccinale, per la ripresa incognita inflazione

Roma – “Abbiamo una priorità ed è quella di non richiudere. Abbiamo già dato e non possiamo ritornare indietro perché questo avrebbe un effetto devastante per noi e la nostra filiera. Per questo siamo favorevoli sia all’introduzione dell’obbligo vaccinale e anche al green pass rafforzato che va in questa direzione”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Lino Enrico Stoppani, il presidente di Fipe Confcommercio (esercizi pubblici). “La situazione attuale – spiega Stoppani – è preoccupante in Europa ma anche in Italia dove stanno aumentando i contagi. Un rafforzamento delle misure come il green pass rafforzato permettono di ridurre la curva dei contagi”. Queste misure restrittive e queste limitazioni ai non vaccinati, spiega ancora Stoppani, “hanno un doppio obiettivo: il primo di non richiudere e il secondo di un rafforzamento del piano delle vaccinazioni”. Queste indicazioni “sono coerenti e vanno nella direzione delle promesse fatte per evitare che si arrivi a un nuovo lockdown”. Certo, aggiunge, “ci piacerebbe tornare alla piena normalità ma in questa fase ci sono solo due strade: o torniamo a un lockdown che come dimostrano Austria e Germania non è purtroppo un’ipotesi così peregrina oppure aumentare il numero dei vaccinati”. Passando ai problemi del rilancio economico, Stoppani spiega: “Per un’effettiva ripartenza servono tre pilasti: investimenti, export e consumi interni. Ma sul terzo pilastro pesa l’incognita dell’inflazione in particolare a causa dei rincari dell’energia e del problema legato ai costi e alle carenze di alcune materie prime. Questa fiammata inflazionistica su alcuni prodotti, anche speculativa, va controllata e sono sicuro che il Governo farà quello che deve fare. Anche perché come rilevato dal Centro studi di Confcommercio con un’inflazione al 3% si perderebbero circa 2,7 miliardi di euro di consumi che potrebbero arrivare fino a 5,3 miliardi nell’ipotesi di un’inflazione al 4%”.