Analisi del 3° trimestre, l’industria manifatturiera, secondo Francesco Buzzella

Milano – “L’analisi congiunturale del 3° trimestre 2021 conferma la fase di forte crescita che sta attraversando l’industria manifatturiera della Lombardia. La nostra regione, oltre ad essere tornata ai livelli produttivi di prima dell’emergenza, sta mantenendo un ritmo di crescita superiore al pre-Covid. Mentre l’export si conferma il punto di forza – spiega il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella – la spinta alla produzione arriva però dagli ordini interni (+3% rispetto al 2° trimestre 2021) trainando in positivo tutti i settori – con la sola eccezione dell’abbigliamento (-10,9% congiunturale) – e tutti i territori. Il livello record raggiunto dell’indice di produzione manifatturiera (118,2) è un segnale ancora più significativo in quanto testimonia la centralità della Lombardia manifatturiera in Europa anche in questa fase di ristrutturazione delle catene del valore. Dall’analisi congiunturale di Unioncamere, Regione e Confindustria Lombardia emergono però alcuni segnali d’allarme che rischiano di compromettere seriamente la ripresa. L’aumento dei prezzi delle materie prime avviato nel 2° trimestre si sta adesso riflettendo sui prezzi dei prodotti finiti. Ci troviamo quindi in una fase di crescita generalizzata dei prezzi, piena inflazione. Se a questo si aggiunge la corsa dei prezzi dell’energia causata in larga parte dai movimenti speculativi del mercato ETS legati alla transizione in atto, più che alla scarsità dell’offerta, possiamo già prevedere che nei prossimi mesi la ripresa subirà un brusco rallentamento. E’ perciò fondamentale agire in fretta per fermare questi rincari, e bisogna farlo agendo a livello nazionale e in Europa – come Confindustria abbiamo sottoposto a Governo e Parlamento numerose proposte di misure di intervento –, per evitare una nuova crisi e soprattutto evitare che siano le imprese a pagare il prezzo della transizione in questa fase in cui, come emerso anche dell’analisi odierna sugli investimenti green, il 43% delle aziende ha in corso investimenti in tecnologie per la gestione circolare dell’energia, dei trasporti o dei rifiuti. Questo a testimonianza della centralità dell’industria nella transizione green, come emerso anche nel recente World Manufacturing Forum di Cernobbio. Il contesto nel quale operano le imprese lombarde, grazie alla costante collaborazione pubblico-privato, agevola sicuramente il percorso di transizione delle aziende. E’ corretto che a tutti venga dato il giusto sostegno altrimenti il rischio è quello di una massiccia delocalizzazione di molte produzioni in quelle aree del mondo libere da vincoli green. Le imprese lombarde hanno intrapreso convintamente la strada della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, ma chiedono una transizione più pragmatica e meno ideologica”.